venerdì 9 luglio 2010

Quei precari dei...Fleshtones!


A mezzanotte, come ogni vera garage band, i Fleshtones fanno il loro ingresso in campo! Lo spettacolo è assicurato, il ritmo garage-punk detta l’entusiasmo, Peter Zaremba ha sessant’anni ma è come non averli. Giacche in pelle e magliette con teschi and bones! L’audio è pessimo, ma il suono vigoroso e beat, real beat, fuck** beat! Tutto sembra come…vent’anni fa! Ho visto il primo concerto dei Fleshtones nel ’86 o ’88, non ricordo, poi di nuovo al Piper di Roma, con un gruppo romano ad aprire il live act, i Ganglin’Wop Society (il chitarrista della band veniva dai FoxTrot ). Poi ad Ostia al Bettello Ubriaco…poi al Big Mama…a Milano. Insomma sembro essere un fan di Zaremba e Co., e – benché non sia un fan di nessuno – ogni volta che vengo a saper che i ‘Tones sono città "colgo l’attimo". Me li gusto e torno giovane e ribelle!
In questi vent’anni molte cose sono cambiate nel mondo; non c’è più il muro di Berlino, le Twins Tower nemmeno, BarakObama è presidente degli USA. Questo è interessante; quando i Fleshtones scesero in campo c’era Clinton, poi Bush, Ora BarakObama. Democratici e Conservatori si sono alternati. La società civile americana ha assecondato questi cambi, contrapponendosi con forza ad ogni azione ritenuta non civile. Il popolo di Seattle, Noam Chomsky, Henry Rollins, il boom delle TV in Streaming e i Radical Social Network, Riviste come MotherJones, the Progressive, ma anche conservativo come American Prospect sono il sale dell’enorme melting pot che è la nazionae America. Insomma una società civile sempre viva e reattiva, come quella americana ha sempre dimostrato saper essere, lasciando e garantendo spazio a tutti, indipendentemente dall’appartenenza e dalla posizione civica. E rinunciando a sedicenti guru e finti paladini va ventimilioni-di-euro-a-censura!
Esco dal caldo locale rinfrancato da questa "illuminazione" che è diventata speranza; le cose cambiano, caz**secambiano! e cambiano in meglio! Mi prendo una birra con Marco ( dei FoxTrot) e mi imbatto in un dibattito organizzato dai giovani del PD. Intervistano un attore sui temi del precariato! Un’attore!? Circondato da una bella potenziale Miss Papi (bionda, carina e vestita "corta") e da un pubblico compiacente comodamente seduto su fashion poltrone di giunco cerco di cogliere qualche pensiero militante…si parla di "precariaro" **zzo!! ...attendo, ma la birra è finita tra risatine e domande dementi. Il suono dei Flashtones mi richiama, è partita una versione punk di American beat!
Fuc* up Commies, one-two-trhee rocknroll! Viva Las vegas, viva yankee!!!

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