mercoledì 18 gennaio 2012

Anno nuovo, punk vecchio! Evviva!



Sembra che l’anno sia iniziato con una forte tendenza punk su questo blog. E non mi dispiace. Rileggendo alcune vecchie riviste, come Rockerilla o Rumore ho riscoperto dischi e musicisti che anteponevano alla musica, ed un facile guadagno economico, un impegno politico e sociale vero, forse naif, ma spontaneo e sincero. Già negli anni settanta gruppi come gli Area e/o Stormy Six, Napoli Centrale insinuavano, con la loro musica, nei giovani uno spirito ribelle che si è manifestato per anni. Purtroppo in quel periodo, e la stessa musica ne era espressione, prevaleva un forte spirito critico, ma poco pro-active. Nel nuovo secolo dell’icona Hippie è rimasta la sua natura ascetica, libero si, ma non ribelle. Questa energia [ che in quegli anni venne classificata – in modo superficiale – come “Nichilista” ] appartiene ai giovani punk, ma non della prima fase, ovvero del biennio 1977-78, ma della seconda; cioè della fine degli anni settanta, inizio anni ottanta. Dall’Archo-Punk Inglese allo Stright-edge americano. Dai Crass ai Minor Threat per intenderci.
Questa lunga premessa per dire cosa. Beh, chi ha modo di conoscere l’inglese DEVE assolutamente procurarsi il libro Gimme Something Better. Ma anche il sito di riferimento è grandioso [ guardate qui ]. Centinaia di foto, vecchi flayer, riferimenti a radio punk e tantissimi link di “chi” a quel tempo c’èra. E per qualcosa si è atto il cul*. Su tutto pensate alla filosofia del Do It by Yourself.
Io c’ero e gestivo un piccolo mail order, con cassette di giovanissimi Green Day e impresentabili AntiSeen ( ma ne riparleremo meglio).
Enjoy e ai più giovani, come un vecchio punk, suggerisco di ricercare quello spirito.
Riferimento l’albume dei Negazione, Lo Spirito Continua.

Immagine sotto, really wild, dove Tribe 8 meets Jesse Luscious! Wild Punk


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