martedì 27 agosto 2013

XXX XXX. Sei condanne, due evasioni

 “Dall’analisi dei documenti riportati in queste pagine (sentenze dei tribunali, rapporti delle questure, anonime “soffiate” degli informatori dell’OOOO, la polizia segreta del xxxismo) emergono le vicende di un uomo e quelle di una classe politica. È la vita, nella clandestinità e nell’esilio, in carcere e al confino, di una minoranza, composta di giovani che si sollevarono contro il xxxismo, proprio nel momento del suo “fulgore”.
Tra questi giovani che sentono la necessità morale di battersi, di pagare di persona per riaffermare i valori della libertà e della giustizia, XXX XXX si segnalò per la sua ansia di azione e per la sua intransigenza.
Il libro getta luce su una parte di storia poco conosciuta: quella che fu scritta con l’inchiostro della polizia politica e che si sostanziò in provvedimenti repressivi, secondo logiche e tecniche inquisitorie.
Nella testimonianza di YYY YYY (detenuto con XXX XXX nel “braccio” tedesco di Regina Coeli a Roma), che precede queste pagine, è scritto: “Si rifletta che da quel braccio si usciva in un modo solo: per andare di fronte al plotone di esecuzione. Qualche volta si poteva uscire già morti per le percosse subite dagli aguzzini durante gli interrogatori. Se XXX XXX e io ne siamo usciti miracolosamente in un terzo modo – e fu caso unico – è faccenda che non riguarda né XXX XXX né me, ma un gruppo di valorosi partigiani che rischiarono la loro vita per salvare la nostra”.

Questa non vuole essere una presa di posizione ne a favore, né contro. Ho trovato on-line quest’introduzione ad un famoso libro dal titolo “XXX XXX. Sei condanne, due evasioni”. E l’ho solo “contestualizzato”. Questo testo narra della rocambolesca avventura di due detenuti che evadono e si danno alla latitanza. Ambedue diventeranno personaggi istituzionali importanti. Ora anche celebrarti come eroi. E lo sono stati. Si sono opposti con coraggio e virilità a delle sentenza ingiuste ed hanno infranto la legge! Ho cambiato i nomi con delle X e delle Y. Ognuno di voi sostituisca a questi nomi chi crede.
Questo per ricordare a colora che, come un disco rotto, ricordano in questi giorni che le sentenze si rispettano, dico – non sempre! Quando sono ingiuste vanno combattute e per fortuna non siamo più in un regime senno…poveri noi! E grazie al Presidente XXX XXX pluri-condannato ed evasore per averci testimoniato che ogni ingiustizia, che mina la libertà individuale, va sempre combattuta!
Dobbiamo aspettare un altro Piazzale Loreto per comprendere che dobbiamo TUTTI fermarci?
Are U free? Really Free?

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