martedì 8 febbraio 2011

CCM vs Foxtrot


Non c’è modo di sapere se sia vero o meno, ma – sembrerebbe – che il primo 45 giri punk autoprodotto in Italia sia dei pisani Cheetah Chrome Motherfuckers, dal titolo ( anche se questo è relativo visto che non ce né menzione sulla spartana copertina ) 400 Fascists. Prodotto per la Cessofonya Records nel 1981, il 7” pollici si presenta in una edizione veramente grezza ed essenziale, registrato poi veramente da cani, non come I Cani.
Cercando nella rete ho trovato un sito che è veramente interessante per chi, come me, è un nostalgico, ma anche un amante di questi primi suoni liberi e libertari e genuinamente Punk! Tra l’altro su bloodjunkies.blogspot l’intero EP è scaricabile in download, ed è un peccato che questo blog abbia interrotto i post perché è veramente un inesauribile tesoro di vecchio HC, difficile da reperire e tutto scaricabile.
Resta il mistero del "primo 7" italiano"...per quanto ne so io 400 Fascists è la prima edizione distribuita, anche con il supporto del Gran Ducato Hard Core di Pisa, mentre sembrerebbe che un gruppo seminale romano - i Foxtrot, poi diventati [ Real Foxtrot ] -siano la prima band a stampare un 45 giri, anche se solo per poche decine di copie. L'unica copia che ho visto, senza copertina, recava scritta la frase "stampato da noi nel 1979". Questo fà pensare ad una autoproduzione veramente spartana e grossolana. Mentre dalla dicitura registarto in Mono dallo zozzone della magliana, si capisce che sono di Roma e veramente degli anni '70/80. Infatti alla Magliana ( quartiere di Roma ) c'era veramente uno stampatore di dischi, detto lo zozzone, poichè stampava vinile di bassa qualità per quelle enciclopedie di lingua inglese in dispense vendute con dischi di 7" veramente Lo-Fi.
...vedremo, comunqe supportate bloodjunkies, perchè c'è chi ancora non ritiene la rete wild punk…e che caz**!

sabato 5 febbraio 2011

The Ghost is back!

La modernizzazione di un character nel mondo dei fumetti è sempre un opera complessa; sopratutto per quei personaggi che si sono consegnati all'oblio, o forse alla storia del comicdom, con una rappresentazione iconografica classica. Cosa intendo? Beh, su tutto c'è lo The Spirit di Will Eisner. Nonostante bravi disegnatori si siano cimentati nel rielaborare l'icona, la stessa è immutabile. La valorizzazione del personaggio è inevitabilmente legata alla prima (magistrale) rappresentazione. Un discorso simile potrebbe valere per il nostrano Tex; l'immagine che è consegnata da Galeppini al lettore è quella di un cow-boy pacchiano, sempre in jeans and ( inprobabile ) camicia gialla! Ma nonostante più di 600 numeri questo è Tex! E non potremmo immaginarlo in modo diverso.
Ebbene, come spesso capita, ci sono eccezioni. Situazioni dove, nonostante il character viene elaborato e consegnato al pubblico da un grande maestro, questo sembra consentire una possibilita di modernizzazione efficace. Completa. Riuscita.
Mi riferisco al Soldato Fantasma, The Unkown Soldier, di Joe Kubert. Uno dei fumetti di guerra più intensi, veri e belli che questo media sia riuscito ad elaborare.
Chi si ricorderà dei pochi albi dell'Edizioni Corno di Milano sa di cosa parlo. La recente ristampa dell'opera omnia nello ShowCase della DC rende un giustizia dal punto di vista filologica, ma il bianco e nero delle copertine interne è un offesa.
Ora, la Vertigo, ha rielaborato il personaggio, ed – a mio modo di vedere -, l'idea vincente non è stata una rielaborazione del Soldato, ma del concetto di guerra e dei suoi attori; i nemici non sono più altri soldati (tedeschi), ma lo stesso contesto nel quale si sviluppano le guerre moderne. Gli attori sono diversi ed ambigui: Organizzazioni umanitarie, Dottori mercenari, bambini soldati, Private military company e governi amici dei nemici, ma nemici delle grandi potenze mondiali.
Una relatà, quella del "contesto", che a consentito a brillanti autori di tirare fuori dal cassetto dei fumetti-scomparsi,non un semplice character, ma l'idea dello stesso. Non lo stesso personaggio, ma il pathos dal quale germinò l'idea iniziale.
Nella sostanza, nonostnte un forte tributo all'idea (di guerra, non del Soldato ) di base, the Soldier è moderno e merita di essere supportato, che sarebbe poi supprtare anche le sua personali battaglie di giustizia.
PS. Se poi aggiungiamo che la rielaborazione è avvenuta per mano di un bravo disegnatore italiano. cosa dire di più..[ qui ]
War ain't over!

giovedì 3 febbraio 2011

Devastate to Liberate



Già la copertina, che era tra l’altro dello stesso Steven Stapleton, era uno spettacolo; si presentava con una grande A cerchiata ( vi ricorda qualcosa?) ed era (almeno le prime copie) “apribile”. Disomogenea nei suoni questa compilation è ancora oggi una oscura gemma, con pezzi mai ristampati dai D & V ( aka Drums and Voices, membri dei CRASS), degli ancora sconosciuti P16.D4 e dei minimali Sema. No disponibile in CD e rara anche in vinile, questa miscellanea appartiene a quella categoria di prodotti che la cultura moderna identifica come arte. Una copia sarebbe sicuramente di diritto nella mostra in esibizione questi giorni a Roma: EUROPUNK, La cultura visiva punk in Europa, 1976-1980 .
La tracks list dovrebbe, se non affascinarvi, almeno incuriosirvi :

1. Nurse With Wound – Elderly Man River
2. Sema – The Pleasure Of The Text
3. Shock Headed Peters – Blue Rosebuds
4. P16.D4 – ‘Okay’ She Said With Her Customary Total Lack Of Consideration
5. P16.D4 – Aus Angst Davor Zu Erstiken, Sprach Er Beim Essen Nie
6. Coil – Restless Day
7. Current 93 – Jesus Wants Me For A Moonbeam
8. The Legendary Pink Dots – Mmmmmmmmmmmmmm
9. The Hafler Trio – In The Cradle
10. Annie Anxiety – Soweto Suntan
11. Crass – Powerless With A Guitar
12. D & V – Today’s Conclusion
13. D & V – Wake Up
14. Who Will Carry My Arms – Carnival Of Souls

PS Prepariamoci a suoni nuovi per il prossimo oscurantismo.

B Carefull#2


Perquisizioni corporali notturne, caccia all'uomo, servizi segreti iper attivi, disfattisti istituzionali, talk-show (superficiali) scatenati, giornalisti faziosi manifesti e senza più vergogna, classe dirigente impaurita e intimorita, conflitti istiuzionali in atto...l'indicatore del serbatoio dei Diritti Civili stà velocemente raggiungendo la "riserva".
...be carefull [#2], times are changing!
What else...

domenica 30 gennaio 2011

Nor Communist, neither Galactus...just Hippies!


C’è una convinzione generale, un pregiudizio strutturato nell’opinione pubblica conservatrice; i comic book sono delle "minchiate". Gli amanti del fumetto poi dividon il media tra fumetto artistico e commerciale. Nella prima sezione, mai e poi mai troverete un comic book! Né autori dell’immaginario supereroistico troveranno spazio nel pantheon dei grandi autori. Dei disegnatori poi, neanche a parlarne…anche se, con la forza delle loro arte, disegnatori ( perché questi sono: disegnatori di fumetti, e poi “artisti”) con Jack Kirby, Gil Kane, Jim Steranko si stanno imponendo come classics.
Negli anni settanta poi, quando in Italia al massimo avevamo Tex, il Pratt della Rizzoli e i super-eroi della Corno, negli USA il mondo dei comics cominciò ad uscire da realtà irreali per integrarsi nella società moderna, o – almeno -, a loro contemporanea. In realtà già durante la seconda guerra mondiale i comics avevano svolto una efficace azione di propaganda ( il primo Captain America per intenderci), ma negli anni sessanta, con l’arrivo della contestazione giovanile, un certo pragmatismo contagiò quasi tutti gli autori, sia nella Marvel che alla DC ed ecco che Batman, Superman e Spiderman si imbattono nella rivoluzione contro culturale.
E l’incredibile accade; l’ortodossia del political correct del mondo dei comics comincia a fare acqua, e nelle case conservatrici americane arrivinno i nemici più aggressivi del bel mondo americano.
Non i comunisti, non la minaccia cosmica, né la grande crisi…arrivano gli Hippies!!!
PS divertitevi con questo fantastico comcs- link!/:/ Comic Coverage

sabato 29 gennaio 2011

Coffè and [Tea] Party#1


Questi giorni sono giorni caldi. La tensione sembra essere alta e il conflitto in atto tra Istituzioni sembra non fermarsi più. Ma come ne usciamo noi da tutto questo, e quando dico “noi” intendo tutti coloro che non hanno la possibilità di far sentire il proprio disagio, la propria opportuna insofferenza a questo circo che è alimentato da attori istituzionali per un pubblico istituzionale. Tutti coloro che ogni mattina si alzano, prendono un autobus perennemente in ritardo, per andare a lavorare per poche migliaia di euri, e devono assistere a Lussi/lussurie sotto le lenzuala e cognati che comprano case a Montecarlo e allo stesso prezzo di Casal Bruciato. Nel mezzo i Santori/Travagli o il Fede [le] Vespato. Insomma, da soli sa’a cantano e da soli sa‘a sonano direbbe Ciceruacchio, vecchio eroe popolare della grande Repubblica Romana.
E noi? A noi cosa manca? Forse, e più importante, il tempo per fare le chiacchiere, i bal-bla-bla dei talk show [ sempre le stesse facce da vent’anni! Ma vi ricordate il primo talk-show di Santoro? ]; e perché ci sentiamo a disagio con i vari beppegrillo.it ? Non ci piace il populismo commercializzato, forse perché non siamo stupidi e comprendiamo che anche questo è una parte del circo? E allora? Noi chi siamo e cosa ci meritiamo? Beh, non ho una risposta, però mi guardo in giro e mi piacerebbe che anche nel nostro paese i mister no-one potessero sedersi davanti a una tazza di tè (caffe) e cominciare a discutere del "cosa" e "come" vorremmo per noi Signor nessuno! Cominciare a pretendere e non a chiedere. Il nostro brusio diverebbe così forte che…[ continua#2]
Let’s have a tea my friend, than…we may start our silent revolution!
Keep on, keepin‘ on!
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