martedì 23 aprile 2013

Rocco, DJ Ringo e la (nostre/vostra) RIvoluzione


Take it easy folk! Non è pubblicità, né una marchetta “commerciale”, ma questo CD dell’amico Rocca, DJ Ringo è qualcosa di…really Punk!!
Conosco Rocco da i tempi di una missione ad Haiti, lui fù sponsor dell’iniziativa Rock 4 Haiti e si presento a Pourt-Au-Prince con una maglietta nera con il logo dei Ramones…e fu subito amore! What a fuc*!!! Volevo dire subito affinità. Cominciammo a parlare dei Clash, dei Sex Pistolos per finire ai Negazione di Torino e i Raw Power di Milano.
Negli ultimi anni, con l’esposione delle belle riviste patinate, come Rolling Stones o Rock tutti – un po’ più un po meno – ciancicano di punk…senza esserlo e senza esserli stati. Rocco c’era, era a Milano nei giorni del Virus ( Leggere su "Costretti a Sanguinare ndr ) a Los Angeles ai tempi dei Bad Brains e ora back-home per condividere, con voi mortali, perché la cosa non mi riguarda, io sono PUNK, il Verbo della rivoluzione!
Tre CD pieni di Sigue Sigue Sputnik, con Love Missile F111, o i The Cramps, Goo Goo Muck e la splendida cow-punk A Thousand Miles from Nowhere di Dwight Yoakam, sono la prova provata che il DJ è punk…e se non ci credete…che se ne frega!
Gabba Rocco!!! Hey, oh…let’s go!!

sabato 20 aprile 2013

La mia grammatica, i miei pensieri, William Burroughs e il Cut Up nel nuovo millennio.


Breve nota per i miei pochi lettori, ma in costante e vertiginoso aumento, sulla mia “tecnica di scrittura” e su alcuni strafalcioni grammaticali:
Questo è un blog, NON è una rivista, forse una Digital-Fanzine, ma certamente non ha né un correttore di bozze né un revisore finale di testo.
Quello che scrivo è un one-shot. Ovvero NON lo ricorreggo MAI. Esce così e così la rete se lo tiene. Il pensiero, elaborato in pochi minuti è la strutturizzazione di un intuizione, poi passo alle parole e alla forma prosa, NON poesia. E se il messaggio ( struttura dell’intuizione ndr) arriva, bene. Altrimenti ho fatto “casino” io!!
Non bisogna essere degli intellettuali di sinistra, né bocconiani d’assalto per dirvi che mi ispiro al Cut Up di William Burroughs e Bryan Gysin…inutile citare anche Genesis P.Orridge e Vittore Barone.

giovedì 18 aprile 2013

The [missed] Revolutionary Age


Quando scrivo questo post non so ancora chi sarà il mio prossimo Presidente della Repubblica. A dire il vero nessuno dei candidati mi entusiasma come forma di rappresentanza. Sarà anche una questione di età, non sono così vecchio! Però, come da sempre accade nel nostro paese, la massima carica dell'Istituzione Italia è essa stessa rappresentativa molto del Parlamento ( quindi dei partiti ) e un po’ meno degli italiani. Ma tant’è è da sempre così.
L’unica nota stonata, in un concerto già di per se noioso e stucchevole, è l’atteggiamento barricadiero-a-tutti-i-costi della grottesca pattuglia di grillini. Dopo essere stati la sorpresa (anche per loro! ) delle recenti elezioni non riescono in nessun modo ora a rendere concreto il notevole ( in termini di numeri ) mandato vendicativo che la società civile – la gente comune – ha a loro affidato nei confronti dell’odiata Casta. Anzi, giorno dopo giorno, sia gli eletti ma più gli elettori, ci si rende conto che promettere e poi non mantenere, li avvicina più ai leaders del PDL e PDmenoelle di quanto pensassero. Ed il continuo ed infruttuoso ringhiare alla luna del loro capo virtuale si sta sempre più trasformando nell’abbaiare del pigro cane del cortile.
Faccio fatica ad immaginare che un cambiamento epocale, soprattutto indolore, ma dannatamente necessario, possa passare per le idee e le capacità di Mr.Crimi and Miss Lombardi, the Movement Five stars Pop-duo. Ho una visione della politica radical un po’ più diversa. Movimentista sicuramente, ma movimentismo vero, rappresentativo e non polical-orientated e non le pagliacciate del senonoraquando, il popoloviola o l’agenda rossa, non nel parlamento e come ringhiosi cani da guardia nei confronti di quei (pochi) soggetti politici che violano costantemente i diritti civili di tutti. The Black Party, Do-it-by-Yourself Movement, ogni gruppo contro-culturale come il recente occupy, ma anche Timothy Leary, Lenny Bruce, Pier Paolo Pasolini non sarebbero mai – per scelta- finiti a fare i rivoluzionari "parlamentari2.
O sei il re o l’anarchico Bresci che ammazza il re.
Questa è la rivoluzione. Non vedo nessun proto-Che Guevara tra i grillini, già tutti giacca&cravatta e tutti benefit.
Non cosa succederà tra poche ora, ma so cosa non succederà a breve. Ecco alcune previsioni.
Il M5S non farà mai cadere questo Governo ( ancora in nuce). Alcuni di loro, per non perdere il lauto mensile, si staccheranno e confluiranno nel Gruppo Misto in Parlamento. Appoggeranno sempre l’esecutivo in charge, possibilmente di sinistra, per estendere il più a lungo possibile la loro (ben remunerata) esperienza parlamentare.
Non riusciranno, M5S compreso, a ridurre, più di quanto non sia già ridotto ora, il contributo economico ai partiti, né a ridurre gli stipendi dei parlamentari. Ma riuscite ad immaginare mamma e figlio grillino ( a proposito e come la mettiamo con i noiosi attacchi a Fassino e alla moglie parlamentari? Già dimenticato? ) che votano per la loro riduzione dello stipendio? Naaaaaa…
Non riusciranno a ridurre, non dico eliminare, ma almeno ridurre e rimodulare il contributo all’editoria.
Non riusciranno ad eliminare i boiardi della politica nelle Amministrate pubbliche, né i doppi o tripli incarichi per i più fortunati.
Dopo Porta a Porta, ci sono ancora Ballarò, Fazio, la bella Gruber e chissà quante altre belle occasioni per ostentare i graziosi orecchini e la nuova montatura della Lombardi o le illuminate opinioni, maldestramente suggerite, del Crimi di turno.
Non so molte cose, ma quello che so è che dopo ogni aspettativa delusa è storicamente provato che – un po’ sul modello del pendolo – la massa si riaffidi al vecchio padrone. Che sarà sicuramente comprensivo e soprattutto, non vendicativo!
Keep on, keepin’ on!!

martedì 16 aprile 2013

Da una Repubblica ad un'altra! Be carefull my friend


Nonostante i miei sforzi ed il mio committment con i miei lettori ( Wowowow! Che boom!), non riesco a rispettare l’impegno di un post al giorno. Me ne rammarico, ma non sempre è facile avere il tempo e l’ispirazione per non scrivere qualcosa di banale. Non sono il Vate di Viale Marconi, ma mi sforzo di condividere idee, suggerimenti, iniziative che, anche se di “nicchia”, ritengo valga la pena buttare nel mare della rete! Poi, se diventerò l’antitesi di beppegrillo.it o no…vedremo! Hahhaha…
Però una preoccupazione, in questi giorni di becera politica,  anzi partitismo, inteso come interesse di parte e non elaborazione di un’idea politica da elaborare per la Società civile, mi attanaglia.
Mi riferisco alla complessa, ma per me “pericolosa” e vi spiego perché, fase che stiamo vivendo per la nomina del Presidente della Repubblica. Il mio, il tuo, il vostro Presidente della mia, della tua, della vostra Repubblica.
Non sono un Costituzionalista, ce ne sono già molti in televisione, ma so leggere e scrivere e mi rifaccio all’articolo 87, del Titolo II della Costituzione Italiana: Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. E’ già realisticamente difficile immaginare un qualsiasi percorso unitario in questi giorni di feroce partigianeria partitica, ma il prossimo Presidente della Repubblica, deve – ribadisco – deve essere di tutti. Siamo in una fase storica complicata e pericolosa. In un quadro anti-tutto, ovvero Grillini anti, Destra anti, Sinistra anti, una forzatura sul comune arbitro ci porterà, inevitabilmente, verso una seconda fase di fascistizzazione del Parlamento. Cosa voglio dire? Semplice! Destrutturiamo il concetto.
Il Precedente Governo Prodi, forzando la Costituzione, in un percorso “di parte” sui temi delle competenze regionali, con i pochi voti della sua maggioranza politica, aveva – ed ha – di fatto aperto al concetto dell’emendamento costituzionale di parte. Ovviamente i seguenti Governi politici hanno seguito questa strada, con tutte le conseguenza del caso ( frequente e strumentale ricorso alla Consulta, Consiglio di Stato, Corte Costituzionale). Ora, se per sbaglio, l’area cosi detta di Sinistra, in un’ottica anti-Berlusconiana, più dettata dagli “sponsor” opinion-politici ( Repubblica, Santorini, Grillismo e anti-Silvio a go-go!) che da ragioni di pragmatismo statale e correttezza costituzionale, dovesse votare a forza un Presidente della Repubblica, che rappresenti più l’orientamento della (loro) politica stessa e meno l’esigenza di unità del nostro Paese, in questi giorni fortemente in pericolo, sarebbe l’inizio della fine.
I Governi - ed il loro orientamento politico – cambiano. Una forzatura a sinistra genererà inevitabilmente un reazione forzata a destra e d il prossimo Presidente della Repubblica sarà di destre. E se poi – per sbaglio, ma non credo – nei prossimi anni dovessero crescere quei movimenti anti-europei, nazionalisti e conservatori, non mi stupirei se la decisione di questi giorni, Presidente non super partes, consegnerà ai nostri figli un prossimo Presidente della Repubblica fascista orientated.

Be careful my friend!

giovedì 11 aprile 2013

Buon compleanno Anteo! Candele [nere] per la tua festa!!


Oggi è il compleanno del bambino Anteo Zamboni, che 86 anni fa veniva assassinato. Anche se la storia di allora parlò di giustizia sommaria Su questo bambino morto a Bologna nei primi anni del fascismo si sa molto poco. Si sa come è morto, ma non si sa perché. Si sa moltissimo di suo padre, delle sue conoscenze “potenti”, della Bologna di allora e si sa qualcosa persino sugli intrighi più neri nel nero dei battibecchi familiari tra il fascismo agrario padano - tutto muscoli e virilità - e quello "normalizzatore" delle istituzioni. Ma di lui non si sa quasi nulla, e questo perché Anteo era, appunto, un bambino, un essere umano che ancora non aveva avuto tempo di lasciare una grande traccia di sé.
In internet, su questa storia triste del nostro paese, si trova molto sotto la ricerca Zamboni ed è importante, come sempre, non dimenticare. Però – come sempre più spesso accade – saranno i media a celebrare, con il consenso della classe politica e partitistica italiana, i proprio miti ed eroi. A seconda dell’interesse e della necessità del momento, saranno sempre i partigiani e le vittime delle barbarie comuniste a trovare spazio in televisione. Oggi, del compleanno del bambino Anteo, non ne parlerà nessuno. Sarà perché identificato come anarchico?
…ma può un bambino di 15 anni essere anarchico? What a fuc*!
Per quel che mi riguarda, buon compleanno Anteo! Una torta e una sola candelina, anche se nera, ci sarà sempre per illuminare il tuo birthday party!
Leggere qui/:/
http://marteau7927.wordpress.com/2012/10/31/anteo-zamboni-11-aprile-1911-31-ottobre-1926/
http://storiedimenticate.wordpress.com/2012/10/31/anteo-zamboni/
http://chiara-di-notte.blogspot.it/2009/12/la-vera-storia-di-anteo-zamboni.html#axzz2Q8q4iFHz
http://www.veneriocattani.it/cronaca.htm

Mi scuso con i ( pochi, ma sempre più in aumento ) lettori del blog per l'immagine cruenta. Ma, nel giorno del suo compleanno, Anteo ci ricorda che nessuno, per nessun motivo e per nessun fanatismo che degenra in odio, dovrebbe mai finire i proprio giorni - ancorhé bambino - adagiato su una sedia, martoriato da calci e pugni. Ucciso.
Love and Respect! Buon compleanno Anteo!
 


mercoledì 10 aprile 2013

Gee Vaucher and Patti Smith ( a volte Roma non è poi così distante da NYC )

Nata nella east London, the wild-one are, Gee Vaucher è diventata famosa come membro astratto dell’Anarco-punk-Band dei CRASS. Le sue copertine, oramai diffuse e riprodotte in tutto il mondo, hanno accompagnato quella mancata rivoluzione civile che l’intero movimento punk inglese involontariamente aveva innescato. Attraverso una tecnica mista di collage, pinting e banalazzizzazione dell’iconografia del quotidiano, Vaucher era riuscita, nonostante i tempi, a shockare la comunità borghese della perfida Albione.
Anche per lei, dopo lo scioglimento dei CRASS, è iniziato un percorso intimistico che la sta portando in aree e dimensioni meno ribellistiche, ma non per questo, meno emotivamente coinvolgenti. Recentemente a San Francisco, nel quadro di un esibizione congiunto con l’altro grande maestro della Punk iconography Winston Smith, è stato possibile visionare quale nuovi messaggi una vecchia voglia condividere con noi…imborghesiti punk! Date un occhiata questi link. C’è ancora tanta sana voglia di farci guerdare e detestare. Let’s punk your time…
Invece, poche righe, per segnalare ai pochi lettori ( però che sorpresa, un ritorno con il botto!!! ) questa tre-giorni-tre con Patti Smith a Roma. Qui segue dalla presentazione dell’Ufficio stampa dell’Auditorium di Roma: My Festival è il più importante progetto speciale in ambito musicale varato dalla Fondazione Musica per Roma in occasione del decennale dell’Auditorium di Roma: il nuovo format è “firmato” da Patti Smith che curerà la “regia” di diversi giorni di programmazione. Naturalmente è prevista la partecipazione in prima persona dell’artista americana cui è affidata l’intera rassegna, a partire dal concerto-capolavoro “Horses”, che ripercorre le tracce dell’album epocale del ’75. Inoltre la sua partecipazione è al centro del progetto “The Smith Family”, a fianco di Jackson Smith e Jesse Smith, con la partecipazione di Tony Shanahan.Tra gli appuntamenti interdisciplinari una serata dedicata al grande poeta e amico Allen Ginsberg con la partecipazione di Philip Glass, Lenny Kaye, Jesse Smith e, naturalmente, Patti Smith. Insomma, a volte, l’America non è poi cos’ lontana!
 

martedì 9 aprile 2013

The day that Margaret Thatcher dies...ovvero l'altro ieri folk!

Ieri tutti i giornali del mondo hanno riportato la notizia della scomparsa di Margareth Thatcher. Sicuramente uno dei leader politici più rilevanti del secolo scorso, insieme al dirimpettaio Ronald Reagan, ha rappresentato, per un’intera decade, la figura dell’autorità Governativa ed è diventata, suo malgrado, l’icona del  liberismo sfrenato "contro" lo Stato sociale. Le sue politiche, come quelle di Reagan, di alleggerimento della presenza dello Stato in Inghilterra, a favore della cosidetta libera iniziativa, sono state percepite per anni come repressive. Non è stato così ovviamente, ma la sua natura di grande statista ( che può piacere o no ) ha orientato la vita quotidiana di generazioni di inglesi per decenni, senza che – in nessun modo – le libertà individuali fossero minimamente compromesse.
E’ un po’ la storia di sempre. Si accusano Thatcher & Reagan e Co. di essere stati fascisti e si dimentica che è sotto i loro regimi liberissimi che fenomeni di libertà individuali, come per esempio il punk stesso, sono esplosi. Più è autoritario il regime e meno dissenso sarà disponibile. Chi sa dirmi i nomi di qualche gruppo punk sovietico? Eppure i regimi comunisti sono sempre stati presentati come “liberi”. Oppure movimenti libertari a Cuba? Nulla. Dalla Corea del Nord o dalla Birmania non v’è traccia di opinioni. La Cina? Forget about.
Insomma tutto quel mondo left orientated europeo ha per anni aggredito i cattivissimi Thatcher & Reagan e Co. dimenticando – con coscienza e molta ipocrisia – realtà molto più greve e repressive. Ma comuniste. Ovviamente i molti anni passati hanno addolcito le critiche verso le politiche della Lady di Ferro e adesso tutti i giornali si scatenano nel portarla nella loro area di competenza. Ridicoli! Fuc*!
Io rimango fedele ai miei anni e mi rimetto a palla la canzone di Pete Wilye, The day that Margaret Thatcher dies. Solo per la cronaca, chi scrive, è stato una vittima delle politiche della Thatcher. Quando andai a Londra, meno che vent’enne, pensavo di campare, come tutti gli italiane, sulle spalle dei perfidi inglesi. Attraverso un meccanismo di complicità tra compatrioti, dopo poche settimane di lavoro regolare, una volta licenziati, si poteva pensare di vivere con un sussidio di disoccupazione decente. Il Modulo da compilare era il famoso UB40 e non appena in charge, una delle prime forme di assistenza che la Lady di ferro cambio fù il sussidio. Niente più tutti a tutti. Mi toccò lavorare per campare!
…e se ci pensate bene non è quello che sempre più italiani chiedono ai nostri politici in relazione alle politiche di assistenza per gli stranieri? Si, la Thatcher fù una grande statista e l’Europa intera ne sente la mancanza.
Navigando per la rete alla ricerca di “vecchi ricordi inglesi” mi sono imbattuto su questo blog, www. louderthanwar.com e su un post eccitantissimo: Top 13 anti Margaret Thatcher songs. E’ innegabile che il fenomeno Thatcher generò, negli anni ottanta, un forte conflitto culturale, ideologico e sociale, però – e questa ne è la prova – non fu mai represso e questo nel pieno rispetto dei diritti e dei doveri che la responsabilità di una sacra libertà individuale porta con se.
Ecco , in sintesi, le tredici canzoni. Bhè, ci crederete. Ho otto singoli su dieci di queste protest song! Che fossi un left radical e non me ne sia mai accorto? 
Navigando per la rete alla ricerca di “vecchi ricordi inglesi” mi sono imbattuto su questo blog, www. louderthanwar.com e su un post eccitantissimo: Top 13 anti Margaret Thatcher songs. E’ innegabile che il fenomeno Thatcher generò, negli anni ottanta, un forte conflitto culturale, ideologico e sociale, però – e questa ne è la prova – non fu mai represso e questo nel pieno rispetto dei diritti e dei doveri che la responsabilità di una sacra libertà individuale porta con se.
Ecco , in sintesi, le tredici canzoni. Bhè, ci crederete. Ho otto singoli su dieci di queste protest song! Che fossi un left radical e non me ne sia mai accorto?

Enjoy i primi quattro e la lista completa, compresi i video è disponibile QUI
1.CRASS: How Does It Feel To Be The Mother Of A Thousand Dead?
( Bellissimo singolo, bellissima copertina apribile in un nero tetro e grande relatà Punk di sempre!)
2. Robert Wyatt: Shipbuilding
( Canzone noiosa, troppo british nelle parole, ma la storia di Wyatt merita rispetto)
3. Billy Bragg: Between The Wars
( Quando il Socialimo, quello con la S maiuscola rischiò di diventare il vero nemico del fenomeno Thatcher. Un’occasione persa allora. Oggi improponibile)
4. The The: Heartland
( Anche qui un pezzo molto caro agli inglesi, un po’ meno a noi latini)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...