venerdì 27 aprile 2012

Orwell, punk e Pensieri Socialisti!

Saranno forse questi giorni così cuoi, tristi, fermi, dove il quotidiano conflitto tra l’indifferenza della Società “alta” è in conflitto con il disagio e la sofferenza della parte “basse” della stessa Società, che mi ritrovo nelle mani per l’ennesima volta il libro di George Orwell, The Road to Wigan Pier e a cercare nella rete nuovi stimoli…punk!
Sono un po’ indifferente ai vari BeppeGrillismi, ma certo l’imbarazzo e la paura dell’attuale classe politica nei confronti di un Comico, la dice lunga su che futuro ci aspetta e sul difficile percorso da iniziare per modernizzare il nostro paese. Però questa citazione del mio amico Socialista d’Albione [Orwell] è pregnante:
Sapere dove andare e sapere come andarci sono due processi mentali diversi, che molto raramente si combinano nella stessa persona. I pensatori della politica si dividono generalmente in due categorie: gli utopisti con la testa fra le nuvole, e i realisti con i piedi nel fango.
Tratto dal libro “Gli anni dell'«Observer». La raccolta inedita degli articoli e le recensioni (1942-49)”, come si fa a non condividerne il senso?
E poi mi domando, ma perche nessuno nella nostra Governance politica si ispira a semplici, ma chiari, concetti per affrontare – insieme alla gente comune – quel futuro che ci viene descritto, con sempre più insistenza, come “difficile”? What a fuc*!
Comunque altra citazione, date un occhiata a questo blog punk. Fenomenale! E come per ogni blog supportatelo con visite e commenti!
Keep on, keepin’on! Non mollate!

giovedì 26 aprile 2012

Las Vulpess. DOnne sboccate a Bilbao

Ancora in giro, con sempre meno entusiasmo e sempre più stanco. Però, per fortuna, ogni tanto arrivano delle piccole e graziose gemme “di vita” che rendono il futuro, ma soprattutto il presente, più vivibile. In giro per Bilbao con l’intenzione di farmi contaminare dallo spirito Euskadi, mi imbatto in un negozio di scarpe, scarponi, anfibi che vendeva anche 45giri punk e ne ho comprati una decina, così…alla come capita-capita, ma uno in particolare mi ha incuriosito. Las Vulpess ed il titolo dell’EP la diceva lunga “Me gusta ser una zorra” (“I love being a slut/bitch/cunt”). Sulla base del classico di Iggy Pop’ “I Wanna Be Your Dog”, le Las Vulpess ( con le due SS, in stile nazista ) si lasciano andare con toni sboccati e filo-femministe: “I’d rather masturbate alone in my bed, than sleep with someone that talks to me about tomorrow”. Un brillante gruppo di sole-donne della città di Bilbao, di cui non conosco minimamente le sorti…però che bello il punk in giorni così tristi dove non c’è più nessuna traccia di tanto...livore! A presto!

mercoledì 11 aprile 2012

C'è da preoccuparsi Folk! Free message#1.1


La ragione ufficiale è quella di una “rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali”, eppure i siti delle diverse Dpl italiane sono quanto di più variegato: Ivano Miglioli chiede quindi al ministro se sia a conoscenza della chiusura del sito modenese e delle ragioni per cui è stata adottata. Chiede, inoltre, se e quali oneri siano a carico del ministero per il sito modenese e quanto costa, invece, il funzionamento di quello ufficiale nazionale.
Il caso della chiusura del sito “dplmodena.it” approda sul tavolo del ministro del Lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero: il parlamentare del Pd Ivano Miglioli, membro della Commissione Lavoro della Camera dei deputati, ha infatti deciso di presentare in proposito una interrogazione urgente a risposta in Commissione

Continua su queste pagine on-line.
…certo se fosse accaduto con il Governo Berlusconi avremmo avuto visto i vari Santoro, Guzzanti, Mauro e soloni come Lerner&Scalfaro e dotti dottrini delle libertà, pugnalarsi in petto. Ma tant’è il demonio non c’è più e ora, per favore, non disturbate il manovratore…l’Italia rischia di essere la nuova Grecia, via al sistema di tutele, per noi, e, per favore, non vi lamentate…e che caz**!
Miei pochi lettori, la libertà individuale è un patrimonio soggettivo che non può, né deve essere ceduto ad altri. Siamo quello che vogliamo essere, però lascieti liberi di esserlo.
Non c’è Popolo viola, “Se non ora quando”, ne guru televisivi (che poi investono in paradisi fiscali) che sono, ne possono, ma soprattutto non devono, rappresentare la vostra Libertà.
Siate ciò che siete, ma siatelo e, se serve, disubbetitevi anche!
…c’è da preoccuparsi folk!

martedì 10 aprile 2012

Un Americano a Roma#2 - neither Trastever or LA


La morte dell’attrice Maria Pia Casilio mi rattrista. Nel mio immaginario è stata per anni la fidanzatina yankee di Nando Moriconi, l’americano de Trastevere. Ma soprattutto è anche la definitiva parola fine ad un mio progetto cinematografico che ho sempre pensato essere “splendido, ma non compreso”. Ovvero il sequel di un Americano a Roma…ma trent’anni dopo!
Gli attori, ovviamente un vecchissimo Alberto Sordi, che nel frattempo si è sposato con Elvy, ovvero la Casilio, ed hanno generato due figli. Ambedue hanno ereditato la passione del padre per l’America, ma la figlia [ perfetta nella parte una “terribile” Roberta Manfredi ] dopo aver incontrato il punk degli anni ottanta nella Roma delle Brigate Rosse/Nere è andata a vivere a L.A. per evitare di “dover dare delle spiegazioni” e convive con un cantante punk Stright Edge [ perfetto nella parte un giovane Henry Rollins ]. Mentre il figlio, un po’ imbranato, ma studioso [ per forza allora Carlo Verdone ] si era laureato all’UCLA ed era stato subito assunto negli Studios di Hollywood come Producer Manager.
Per celebrare quest’evento e per rivedere i figli che da anni vivevano in America Nando Moriconi ed Elvy decidono di andare negli USA. Finalmente si realizza un vecchio sogno di Nando, anzi, si realizza IL vecchio sogno. Però i due arrivano a Los Angeles nei giorni della Los Angeles Riots o anche Rodney King Uprising (La sommossa di Rodney King del 1992 per intenderci) e loro malgrado né rimangono coinvolti.
In giro per Los Angels con la mappa in mano e pronti and andare la party del figlio, organizzato dagli Studios ( Dove avrebbe dovuto incontrare quei personaggi già resi popolari nel primo film: la pittrice americana, un Carlo Delle Piane che nel frattempo era diventato un folk singer capellone della NYC rebel del Greenwich Village ed altri), i due rimangono coinvolti dall’esplosiva ed immeditata violenza generata dalla sentenza Rodney King.
L’Elvy viene arrestata e sonoramente percossa poiché accusata di essere “complice” delle bande coinvolte nei saccheggi nelle ore concitate della rivolta. Ma in realtà l’Elvy si trovata nel centro commerciale solo per curiosare sulla “grande America” con suo marito Nando. Il Moriconi, nel vedere la moglie scomparire tra le fiamme e i fumi, senza sapere che in realtà è in salvo, ma arrestata, cerca di forzare il blocco della polizia e viene manganellato ripetutamente.
Le ultime scene erano quella di un Nando Moriconi che scompare tra la folla e le fiamme, stordito, senza sapere dove andare, senza parlare l’inglese e disperato per la scomparsa della moglie. Mentre Elvy giacerà per settimane, senza documenti ( che portava sempre il marito ) in un Ospedale di L.A. nell’attesa di essere spostata in un manicomio criminale.
Il figlio si accorgerà della scomparsa del padre e della madre solo quando il party sarà finito, la figlia troppo “fatta” anche solo per accorgersene.
Il film avrebbe dovuto essere girato in un ruvido bianco e nero, con una colonna sonora che andava dai Black Flag a Chat Baker, dai Suicidial Tendences a Nancy Sinatra.
…ma non se ne fece nulla. La morte di Alberto Sordi chiuse la “bozza” nel PC ora la Casilio lo certifica come progetto “morto”.
Peccato, sono ancora convinto che fosse un grande soggetto.
Peccato!

venerdì 30 marzo 2012

Il Coraggio di ribellarsi [ Un bel DVD ]

Ancora fuori Italia per lavoro, ma non perdo le evoluzioni del team bocconiano in charge. E confermano sempre piu le mie percezioni. Un paese a due velocità: per la gente comune "tutto e subito" per i poteri forti "con calma e per favore". Basta leggere l'indecente farsa sui privilegi degli ex Presidenti della Camera, ed i relativi tagli che entreranno in vigore nel..2023! What a fuc*! L'art.18, i blocchi dei salari, lo "scalone" per le pensioni, questo tutto e subito, per il resto…c'è tempo!
Rimango perplesso, cosi' come mi lascia basito l'entusiasmo per questo esecutivo di certi media, come Repubblica e altri.
Comunque, una segnalazione. In una libreiria di Ginevra, un po' alternativa ( come si diceva una volta), mi sono imabuttuto nella presentazione di un DVD che tutti dovrebebre vedere.
E' un film girato e montato da Ivora Cusack e da alcuni suoi amici, tra il 2002 e il 2006. Uscito ufficialmente nel 2008, in francese, il film è stato sottotitolato in italiano, spagnolo, inglese e tedesco, e questo gli ha permesso di essere presentato in vari paesi europei, salvo, fino ad ora, l’Italia. Il titolo originale è: Remue-ménage dans la sous-traitance, un gioco di parole tra “ménage” (le pulizie) e “remue-ménage” (mettere sottosopra) che si potrebbe tradurre con: “Subappalti sottosopra”.È la storia dello sciopero di un gruppo di donne delle pulizie che lavorano a Parigi per Arcade, un’impresa di subappalto della catena alberghiera Accor, uno dei maggiori gruppi mondiali, che possiede i marchi Ibis, Etap, Mercure, Novotel, Sofitel, ecc. Sono tutte immigrate da paesi come il Senegal, il Mali, il Burkina Faso; sono in maggioranza madri di famiglia, non particolarmente sovversive. La maggior parte di loro parla poco e male il francese. Le condizioni di lavoro e di salario sono infami. Ma sono esasperate ed hanno il coraggio di ribellarsi.

Se vi interessa continuate qui/:/


Ma anche su rivista Anarchica trovate "il resto" /:/ http://www.arivista.org/

venerdì 23 marzo 2012

Food is a Right, NOT a privilege!


Poche righe, seguo con attenzione il triste dibattito sulla (necessaria, anche se non si capisce per chi!) riduzione dei diritti tutelari (non "Fondamentali", di fondamentale c’è il diritto a vivere!) per chi lavora e questo nel nome delle “maggiori assunzioni”. Insomma per avere più lavoratori, bisogna ridurre il numero dei…lavoratori.
Prima li cacciamo via, poi li assumiamo. Si parla solo di licenziamento e non di opportunità di lavoro.
…boh? Una volta era l’inverso! Comunque…girando su internet, mi sono imbattuto su questo sito e su questa iniziativa spontanea che credo, I’m sorry, prima o poi dovremmo incoraggiare e diffondere anche in Italia: FOOD IS A RIGHT, NOT A PRIVILEGE!
Anche se in inglese, si capiscono bene i contenuti e per un paese come il nostro a forte vocazione rurale e peschiera, converrebbe abbaracciare una campagna che privilegia le cose “vere” [cibo] dall’effimera ricchezza dei soldi [finanza].
More Teachers, Tractors and Farmers! Less economy and profit!

mercoledì 21 marzo 2012

Bruce, i Luf e Maieron [ ma di cosa parlo su 'sto post?]


E’ uscito il nuovo Cd di Bruce Springsteen, Wrecking ball. Niente male, certo lontanissimo dai primi suoni così scarni, ma anni settanta. L’uomo è più maturo, borghese – se non ricchissimo – e ne è consapevole. Accenna a baratri giovanili per chi perde il lavoro e sconforto di famiglie americane alla deriva in un America, comunque e sempre opulenta. Per un ritorno all’American Working Class non bisogna certo passare per il Boss, ma i sui primi dischi e i numerosi bootleg che sono stati registrati dalle prime live session meritano ancora l’attenzione.
Se Woody è sabbia, Peter è grass, il primo Bruce è smog urbano. Cercateli su questo sito [qui], bella selezione e belle confezioni. Comunque sarò a Dublino ad uno dei suoi (memorabili concerti) Irlandesi. Ottanta euro per quattro ore mi sembra un affare. Working class…ma di lusso!
Però se viva il Boss, allora anche viva I Luf. Il Gruppo della Val Camonica si ripresenta dopo un monumentale disco dal vivo e con un tributo a Guccini. Il CD I Luf cantano Guccini è italiano. Ci sono fisarmoniche, banjo e mandolino, ma c’è poca Irlanda e molta Italica bucolica e rurale energia che solo le valli italiane riescono ancora a custodire. Non mi piace Guccini, però I Luf, dopo tanti album, concerti e giri per le micro-province italiane, sono la dimostrazione che che ci siamo ancora! Evaffanculo!
Superiamo il fiume Oglio, sul Ponte di Legno e ci ritroviamo in Friuli a casa di Luigi Maieron e ci ascoltiamo il suo quarto album in studio "Vino, Tabacco e Cielo"; un lavoro discografico composto da dieci brani inediti più "Done Mari", rivisitazione di un brano tradizionale della Carnia (Friuli), un disco dalla triplice anima: quella poetica (della sintesi e nell'evocatività dei testi), quella cantautorale (delle ballate in italiano) e quella folk (delle canzoni in lingua friulana).
Fosse stato americano, come i Luf adesso parleremmo di una nuova nouvelle Vogue dell’AmericanFolk, polically non-correct and brave.
Ma è roba italiana, a che potrà mai interessare.
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