mercoledì 22 febbraio 2012

TI prendo pure per il cul*!



…è incredibile! A volte la vita ti prende proprio per il cul*, e la derisione, un pò come il Buddha, dimora dove meno te lo aspetti. Questi giorni un po’ tutti i giornali e le tante telivisoni italiane hanno seguito con apprensione ( ma con la stessa “comprensione”?...boh?) la questione della Grecia e del prestito super-bilionario che l’EU avrebbe dovuto erogare a fronte dei “sacrifici” [eufemismo] del popolo ellenico per garantire il rientro, almeno parziale, degli investitori europei. Va detto per inciso che la maggior parte degli investimenti, il che vuol dire del profitto della stessa “finanza” che ha generato questa crisi [economica] mondiale, è tedesco e francese. Sarà una coincidenza? Non lo so, non sono un finanziere, ma un punk!
Comunque, qual è il punto? In un intervista televisiva Mr. Olli Rehn, finlandese e Commissario Europeo per gli affari economici e monetari, ha dichiarato, dopo una discussione di 14 ore per decidere se “salvare” o meno la Grecia da un default finanziario, che “I have learnt that marathon is indeed a Greek word”, quando qualcuno gli ha fatto notare che è stata una lunga maratona. Ti prendono anche per il cul*!
Beata ignoranza…ed è questa gente che la cultura storica ellenica ora, quella latina in futuro è affidata.
More teachers, more farmers, less bank, less profit.

lunedì 20 febbraio 2012

Giovani negli anno ottanta, vecchi ora!



…saranno questi giorni un po’ [socialmente] cupi. Sarà che assistere alla "commercializzazione" e alla svendita di un popolo millenario, come quello greco, mi stà un po’ facendo riemergere un vecchio spirito anti-sistema che pensavo, con la matura età ed una certa capacità di inserimento nella società moderna, di aver rimosso per sempre. Saranno tutte le noiose polemiche sull’art.18 e Celentano, e sulla [bellissima, meglio la Belen, altro che la Fornero…e mo chi glielo dice alla figlia di Bersani!] farfalla della gnocca argentina. Insomma…sarà che sono un po’ scojonato, ma in questi giorni ( come una vecchia massaia acida) ho riordinato un po’ la mia libreria e i miei vecchi dischi e le tantissime fanzine…e mi sono accorto di avere tonnellate di robba punk! Cool…
Tra questa quantita di materiale anche vecchissimi numeri [ #8,#11#14-16,#20..e altri ] di maximum rockandroll. Che rimane la più longeva rivista punk ever, ben fatta e non troppo “bigotta-punk”…non è sempre stata la migliore, in passato – sempre in America – c’era Punk Planet, non più disponibile da tanto, neanche in internet, ma riuscì ad elevare l’idea del punk come musica, sino al livello di punk come comunità.
Sono sempre rimasto legato a questa idea, della punk Community, che nel frattempo è cresciuta, si è evoluta, qualcuno di noi si occupa di Diritti Umani, altri sono in qualche business corporate, ma comunque presenti nella scena. E non solo con la musica, ma anche con i comportamenti e le azioni.
“…to create something for our own personal satisfaction, because everything in our youthful and limited opinion sucked, and we knew better”, ci ricorda John Doe, degli X di Los Angeles. Questa è la semplice idea, allora avevamo la consapevolezza che quello che accadeva non era la cosa giusta. Erano gli anni ottanta, dove edonismo e una corsa alla ricchezza generata dalla finanza avevano drogato l’intera società civile ed i giovani di allora. Oggi la stessa finanza uccide un popolo e la storia di intere nazioni si piega sempre più agli interessi degli investitori. I giovani sono diventati vecchi e sono stati essi stessi travolti da questo Tsunami del nulla!
Mi rimane la voglia…contenere la mia frustrazione e spero ancora nella consapevolezza delle nuove generazione, che sembra – con fatica- emergergere.
Lo Spirito continua!
PS da sito di date un occhiata questo libro disponibile in PDF. Una collezione di flayers punk che mi hanno ricordato come negli anni ottanta, senza internet, posta elettronica e telefonini, abbiamo comunque fatto circolare l’idea…well done Andrea, Keep on,Keepin’on


venerdì 17 febbraio 2012

...eppur si muove! Langa HardCore


Eppure qualcosa si muove, se è vero, come è vero, che anche le Langhe si sono punkizzate. Finalmente anche nell’aspra terra delle montagne piemontesi, tra nocciole e dolcetto d’alba, si è acceso il fuoco del punk HC. Era auspicabile che tra gipponi e benessere a go-go, anche tra i firmati langhetti qualcuno sapesse cogliere il vero spirito degli agri contadini. Montanari e ribelli!
Andate sul questo sito [ link qua sotto ] e ordinate tutto l’ordinabile. One more Dublin, one more Bilbao…one more Langa!
http://www.tadcarecords.org/chi-siamo/
Siamo la nuova scuola che pretende di avere metabolizzato la lezione musicale, anti-musicale e oserei dire meta-musicale dell’HC degli anni ’80, quando autoproduzione e autogestione confermavano l’essenza di questa scena: non è solo musica. Ringrazierò a vita i valdostani Kina e la loro Blu Bus per avermi dato la possibilità di scoprire, durante i turbamenti adolescenziali, prezioso materiale di critica verso l’esistente che fu determinante per la mia formazione; si partiva dall’ascolto di vinili dall’impatto devastante (anche per via dei testi delle canzoni), ci si conosceva ai concerti, al bancone degli allora chiamati c.s.o.a. , oppure a questa e quella iniziativa, per arrivare poi, secondo il percorso individuale di ognuno, ad una maturità che necessita tuttora di continue nuove letture non-convenzionali, per completare e dare forma a qualcosa che non riusciamo ancora bene a definire…
Lo spirito continua…anche tra i monti, e le valli, tra il Partigiano Johnny e Wanda la tessitora…

lunedì 13 febbraio 2012

How to listen HardCore Punk in 7 steps.



…beh, internet è sempre più divertente! Un esempio! In questi giorni sto lavorando sull’evoluzione dell’approccio stright edge nelle culture “movimentistiche” del nuovo millennio. Dovrebbe diventare un pamphlet di 36 pagine, ma ne riparleremo più avanti. Per quello che vedo, e anticipo un po’ il risultato, in questi giorni di stright edge c’è ben poco. Forse è anche vero che sono giorni di tensione sociale e non interiore, ma una sana visione non edonistica, né incazzata, sarebbe utile per affrontare e “capitalizzare” al massimo la rabbia che stà crescendo un po’ ovunque ed anche – immagino – dentro di noi. Non si può, né si deve rimanere insensibili all’ingiusta sofferenza provocata ai cittadini ellenici per garantire gli “investitori”. Whata fuc*!!!
Comunque, girando nella rete mi sono imbattuto in questo divertente, ma “istruttivo” sito wikihow.com, che sul modello di wikipedia, è un open source sui suggerimenti sul “coma-fare-qualcosa”. E cosà ti trovo? How to listen to hardcore punk in 7 steps. Da leggere assolutamente!
Ora, a parte il fatto che mai avrei immaginato che ci fosse bisogno di un percorso tutorial per ascoltare (ed essere) punk, ma particolarmente divertente è il punto 4 Understand what hardcore is not, ed un paio di “vere” raccomandazioni.
La prima, non una raccomandazione ma un imperativo, Don't form a band to look cool.
La seconda è “vangelo”, Don't be a poser. If your heart isn't in it, people can tell. Why would you wanna be something you're not? .
Questi giorni ho ripetuto spesso un refrain che ben rappresenta un vecchio punk di 48 anni, ma che dovrebbe essere il vento che soffia alle vostre/nostre spalle quando la Società civile che ci appartiene, ci diventa ostile e non ci rappresenta più…lo spirito continua! E' difficile essere qualcosa che non si è...and I'm still punk!
Keep on, keepin’on!

domenica 12 febbraio 2012

Castellani, un pò piemonte, un pò Langa, still rebel!




I miei pochi lettori, ma stanno di nuovo aumentando visto il “ritorno” del blog!, ricorderanno che spesso ho dedicato qualche post alle ribelli Langhe ed ai suoi [tristi] eroi come Pavese, ancorché più rebel come Fenoglio. Il paesaggio, nella sua austerità geografica, si presta ad essere una “roccaforte” di culture ed identità fortemente geografiche e decisamente territoriali. Le Langhe sono dei langhetti…and the rest can go fuc*! In un momento storico dove la sovranità nazionale è ridicolizzata da “interessi” e percentuali finanziarie, e mi riferisco alla magna Gracia, avere un identità e coltivare un’appartenenza alla terra, alla memoria, alla propria gente non è male.
Sarà anche per questo che le Langhe, l’Irlanda e la regione delle Euskadi mi sono nel cuore, nell’intimo delle mia passione e del mio impegno civile!
Da questo micor-quadro generale emerge un nuovo soggetto, più piemontese che langhetto, che potrebbe diventare una piccola perla di cultura italica. Mi riferisco al cantore Matteo Castellano, nato a Torino ma cresciuto a Saluzzo, in piena Langa . E’ uscito da poco il suo CD distribuito più in proprio che attraverso il debole network della distribuzione “alternativa”. Ezio è il titolo dell’album e si puo acquistare direttamente sul sito dello chansoner. [ qui la procedura]
Con piacere si parla di Castellano anche sul numero 368 di Rivista Anarchica e, per coloro che potranno, andate a vedere i concerti, un po’ teatro, un po’ surreal.folk, che nei prossimi mesi faranno parte della micor-tournee del cantautore nelle Langhe.
Enjoy real folk...and support the local scene!

Altri Link su Castellano qui e qui!

giovedì 9 febbraio 2012

...laddove non è riuscito Sersi, riuscirà la Markel?



Seguo con molta inquietudine quello che stà accadendo in Grecia e non posso non essere solidale con i milioni di cittadini ellenici indignati per le tristissime immagini di un Governo che dovrebbe ( a questo punto il condizionale si presta a tanti tristi significati) rappresentare un popolo, poi una Nazione, con tutta la sua dignità, storia, tradizione e conoscenza – e tutti noi dobbiamo “qualcosa” alla magna Grecia! Tedeschi e francesi inclusi! -, negoziare per la sua sopravvivenza con le…banche! Hitler, Mussolini, i giapponesi con l’Imperatore, si sono arresi non a degli interessi, ma ad un idea di società, quella liberale e liberista, che regimi basati su ideologie repressive avevano eliminato dalla società civile. Le persone sono morte per essere più liberi e mai e poi mai avrebbero pensato che questa libertà avesse un “costo”!
Ideali, non interesse. Valori, non guadagni! What a fuc*!
Cercando in rete un immagine che ben rappresentasse bene questi banchieri pronti a sbranare per mantenere il loro opulento profitto, mi sono imbattuto nel sito di Tomer Hanuka, un brillante illustratore che vive a New York e che non conoscevo. Decisamente efficace il suo segno, soft ma tagliente e l’uso del nero, molto parco a dire il vero, non è mai utilizzato a supporto delle linee.
Bel lavoro, bella pagina internet e bellissimo blog incorporato con il fumetto so new yorker the cost of living!
…cosa dire agli amici graci! Keep on, keepin’on! Non mollate! E se c’è qualche lettore ellenico gli suggerisco questi tre link per un po’ di sano punk!

Lo Spirito Continua, anzi...deve continuare! Go! Go! Go!


mercoledì 8 febbraio 2012

Distemper HC da Genova!

Un po’ di sano e libertario taglia e incolla.
Dal sito dei Kalashikov Kollettive arriva l’intervista a questa old-style anarchopunk band di Genova, i Distemper HC. Il loro blog è pieno zeppo di informazioni sul prossimo tour [ che in parte è in via di organizzazione, quindi potete supportarli anche voi!]. Il loro primo Cd Dritto Nel Nulla è scaricabile for free [ qui ] e l’intera intervista prosegue qui.
Ecco un anticipo, solo per fan, ma dal palato HC fine! Gabba!
Attenzione, arrivano i Distemper! Vengono da Genova, sono in tre e suonano insieme dal 2006. Vantano un sound abbastanza personale, anche se ben radicato nella vecchia scuola anarcopunk italiana, nonché un impatto live degno di essere definito tale. Li abbiamo incontrati recentemente in Villa, durante una serata umida e davvero mooolto punk. Che cosa li spinge a suonare sui luridi, scricchiolanti palchi dei nostri amati squat? “Quello che veramente mi ha colpito e mi ha fatto venire voglia di suonare in una band punk è stato il contesto che regge il tutto” ci dice Andrea (chitarra/voce, ma anche aspirane filosofo), “prima ancora di entrare nei Distemper non avevo molto chiaro di come funzionassero le cose nella realtà della musica autoprodotta, ma, una volta preso confidenza con questo piccolo e attivo mondo a sé, con le sue regole, ho deciso che anche io volevo fare la mia parte, volevo creare un qualcosa che fosse mio (nostro), nel senso di fatto da me (noi), ma al contempo degli altri, di chiunque ne voglia fruire, di chi lo apprezza e lo vuole condividere” aggiunge Luca (bassista). Ah, il vecchio fascino del punk DIY!…
Continua qui
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