giovedì 29 luglio 2010

...accadono cose incredibili! I tedeschi si sono alleati con gli americani!


Mentre le Nazioni Unite votavano una risoluzione, ovviamente non vincolante per gli stati, sul diritto all’accesso all’acqua per tutti, anzi le NU stabiliscono come l'accesso all'acqua sia ai giorni d’oggi un diritto umano fondamentale e indispensabile, senza tuttavia nulle accennare alla necessità di sapere sino a quale limite un individuo, una collettività, una nazione uno Stato si possano spingere nel "pretendere" questo…”diritto” ( Non è forse da qui che – nella sostanza - nascono i conflitti? Il diritto ai diritti! ) e solo alcune ore dopo la drammatica, ma eroica nella dinamica e nei comportamenti dei due soldati, morte (perché di questo si tratta!) di due nostri militari in Afghanistan, in missione di pace in una terra a loro sempre più ostile…mentra accadeva tutto questo [ e moltissimo altro] il nostro Circo- Italia ha dato dimostrazione di una sua naturale vocazione allo sfascismo per mere questioni personali.
Il Presidente della Camera conferma, ma non vi erano dubbi, che certa destra italiana ha ormai nel proprio gene la cultura dell’8 settembre, del voltagabbana in corsa…del “succede una cosa incredibile! Gli tedeschi si sono alleati con gli Americani [ minuto 2:13 del video]” di Alberto sordiana memoria. In una fase di campagna elettorale ( ragioni di convenienza ) tutti a solidarizzare, simpatizzare e fraternizzare con il “Padrone” Berlusconi, ora però…non serve più, i voti li abbiamo presi, le poltrone anche, i soldi…vedi un po’ te! Altro giro altra corsa!
Assisteremo questi giorni ad un noiosissimo spettacolo. Altri pagliacci scenderanno nel Circo-Italia e lo spettacolo sarà avvilente, noioso e brutto.
La certezza e che, mai e poi mai ci rimborseranno il biglietto.
Il Circo-Italia comincia a barcollare, sarà per questo che il Presidente della Camera suggerisce ad amici e parenti di godersi lo spettacolo del Circo di Montecarlo? Boh?
Io comunque sarò in vacanza! Enjoy!

mercoledì 28 luglio 2010

C'è grande crisi...tengo famiglia!


Eccone un altro! Ci risiamo! Possibile che tutti gli smaniosi di morale (altrui) debbano essere così goffi e ingenui? Probabilmente pensano che certi [loro] sermoni valgano solo per altri, non per loro stessi e affiliati. Dopo il Clan Guzzanti-3-Guzzanti ( PS. nella foto ne manca una!!), ovvero tutti in televisione e/o nel cinema ( ma nessuno in famiglia Guzzanti aveva la vocazione da architetto o pasticcere?), e quasi tutti in Rai, sul terzo canale [sarà di loro proprietà? Boh?], con qualche puntatina in Fininvest, ma è meglio non approfondire…please! Noi siamo i “duri” Guzzanti-3-Guzzanti…non ci disturbate con queste quisquiglie! Caz**ate! Dicevamo dopo loro…un altro figlio di Predicatore Televisivo, integerrimo e savoarolista approda in TV! Non bastavano le due figlie (Rosalinda e Rosita), adesso anche il maschietto di famiglia deve fare televisione…cavolo! L’ingegnere? Il Poeta pop? Il commesso alla Standa? Naaaaa…televisione per il piccolo Celentano! E che te pare!? Dovremmo ricordarci di questi soggetti e di chi si serve di loro per affrancare ai nostri occhi verità false.
Non sono di Celentano, I Guzzanti-3-Guzzanti o le Borromeo le verità di questo paese, ma appartengono alle migliaia di persone che non avranno mai accesso, né per loro, né per i propri figli, al destino che si sono garantiti [invece] certi soggetti…se non è casta questa!
Keep on’keepin’on…

martedì 27 luglio 2010

...e Franti...se la ride ancora!


Stavo cercando un’intervista dei Franti di Torino rilasciata alla Fanzine Snowdonia ( e l’ho trovata! Grande internet…supportate la campagna Internet for Nobel Prize!) quando mi sono imbattuto nel video che vedete sopra: I Franti in concerto.
Per chi mi conosce bene sa che considero l’esperienza dei Franti paragonabile per intensità, spontaneità e coerenza, a quella dei Crass. Niente da invidiare. Immediati e veri i Franti ancora oggi sono – loro malgrado – un “modello”. Si può vivere fuori da un sistema che non ci piace, senza necessariamente contrastarlo con odio o – peggio ancora! – contrastarlo con le sue stesse armi. Si diventa Beepegrilli.it. Ricchi! Molto ricchi! E ovviamente i soldi ( quando sono tanti ) si mettono in banca. E le banche si arricchiscono con i soldi (degli altri), quelli di Mr. Grillo, dei Guzzanti-3-Guzzanti e Travglietti vari. Ovviamente anche di Quelli di Mr. B.. Ma il circo è suo e sue le luci del circo e suoi gli artisti!
Questo non sarebbe valso – e non vale ancora – e non vale ancora per i Franti. I loro dischi ristampati da Stell*Nera e venduti solo attraverso il circuito postale. Niente Carte di Credito. Non siamo mica Beppegrillo.it qui! echecaz**!!
Se guardate con attenzione il video vi renderete conto come, siamo nel 1985! …senza internet e FaceBook, senza cellulari e mail, come sia possibile organizzare un concerto con migliaia e migliaia di persone, a prezzo “imposto”. Fuori dal sistema full-stop! Veri, coerenti. Non corrotti! Insomma…veramente antagonisti. E i ragazzi di allora lo sapevano, la percepivano questa verà libertà.
Si può fare gente, si può veramente fare. Basta riprenderci in mano la nostra capacità del Question Authority ( da soli ) and not in my name! ( Niente più deleghe in bianco a grillini&Berluscones).
Insomma ritorniamo a noi e - citando i Bloody Riots di Roma - cominciamo con il disubbidirci!
Keep on, Keepin’on…ma sempre più insieme!

giovedì 22 luglio 2010

Comics...not Art! What a fu**!


Nella convinzione popolare il fumetto è qualcosa per bambini, forse per ragazzi, ma difficilmente per uomini! Ho comprato la versione variant del primo numero dell’edizione italiana di Capitan America con entusiasmo, salvo poi sentirmi dire, un po’ da tutti, “ma come? Un consigliere giuridico come te! Che legge ‘sti fumetti per ragazzi!”. E un po’ mi sono auto-complessato! Ho cercato nei miei archivi la versione cartonata di Stray Toasters di Bill Sienkiewicz per rendermi conto che si parlasse di una sorta d’arte e che non ero un nerd! Poi Hugo Pratt e Magnus ( anche se io preferisco il Raviola de La Compagnia della Forca a quello erotico )…i Topolini di Carl Barks e qualche manciata di Manara & Pazienza!
Insomma, **zzo!, non possono essere considerati “solo” fumetti per ragazzi! Qui siamo di fronte ad opere d’arte vere e proprie!...però provavo un po’ di disagio e non capivo perché! C’era qualcosa in quella mia smania di affrancare il fumetto che non mi sembrava naturale, come il voler convincere qualcuno (un’entità terza!) che quella era robba seria! Solo che, come dire non mi piaceva! Poi…l’illuminazione! Non importa quanto seri e impegnati certi fumetti possano essere, anche loro avranno il loro spazio, ma la natura dei comics è puro entertainemet! Divertimeto! Storia disegnate! E come tutte le storie devono essere scritte bene e godibili nel plot! Vale per i libri e per i fumetti! Sicuramente il fumetto è l’ottava arte, ma io lo preferisco come divertimento e come approccio non impegnato ad una storia!
PS…ok, mi piace Jack Kirby! Lo considero un must e mi rimangio tutto quello che ho scritto sopra, poiché considero Kirby, alla pari di Warhol e Oldemburg uno dei padri della Pop Art!...ma Kirby è Kirby e il Capitan America di Kirby rimane una delle più belle espressioni della letteratura disegnata americana! ( Però anche la versione di Steranko non è male!)
PPS. A lato in basso trovere un interessante link su un inizativa dell’Accademia di Belle arti di Bologna inerente un corso triennale sul fumetto. Buttateci un’occhio, né troverete qualche soddisfazione, soprattutto se considerate i comics qualcosa di più che…entartainement!

mercoledì 21 luglio 2010

Piccola Amerika cresce!


Ci sono piccoli tesori che sfuggono all’attenzione dei grandi ricercatori poiché, appunto, piccoli! Cose insignificanti che non hanno la forza, né il valore per far cambiar le cose o contribuire affinché cambino; non rendono ricchi, né si arricchiscono con il tempo, anzi [il tempo] gli è nemico. La sabbia coprirà presto queste pepite, la notte e il giorno del deserto aggiungeranno tempo allo spessore dei giorni e i piccoli tesori rimarranno lì, fermi, immobili…a disposizione di tutti, ma troppo poco preziosi e da tutti ignorati.
Questo è il caso di Otis Gibbs e della sua musica. Americano come Bruce Springsteen e Tom Petty, forse anche più, da anni si muove come un hobos nell’entroterra americano cantando al suo paese la storia non sempre bella e onesta della sua America. Non c’è spazio per MTV o altri TV Show…la strada è lunga e l’America ancora troppo poco battuta per fermarsi a compiacersi davanti ad uno specchio per un po’ di trucco! Polvere non fard…birra non tonic water!
Otis Gibbs is a man in search of an honest experience…c’è scritto questo sul suo sito e credo sia vero. L’Ultimo album è dedicato a Joe Hill, un’emigrante svedese che arrivò in America cullando il sogno di un paese libero, per gente libera. Senza sfruttatori, né sfruttati ( una visione un po’ anarchica!), ma dovette accorgersi ben presto che il suo ingenuo idealismo sulla società americana non corrispondeva affatto alle durissime condizioni di sfruttamento cui i lavoratori immigrati erano sottoposti.
In giorni così difficili per l’America ci vuole coraggio a ricordare come i sogni non sempre diventano realtà e le speranze non mantenute generano forti disillusioni e grandi rancori.
Credo che il mio amico Barack ne sia già consapevole!
PS. Da ascoltarsi mentre si legge “Strade Blu” di Least Heat Moon William

lunedì 19 luglio 2010

Piazzetta di Casale di Montefalco

È caldo o fa caldo…non lo so! Sono in campagna, nella verde Umbria. Nella piazza di un piccolo, piccolissimo paese dell’entroterra umbro, Casale di Montefalco, una piccola stele ricorda due giovani ragazzi uccisi durante la seconda guerra mondiale dalla barbarie nazi-fascista. Non voglio qui ricordare quanti giovani sono stati massacrati dalla violenza partigiana. Non è d’interesse sotto questo sole questa questione; ma la domanda è sempre quella: Ne è valsa la pena? Ai giovani morti di ogni sponda del triste fiume che si chiama guerra andrà sempre pagato un tributo d’onore e rispetto, ma il valore del nostro tributo è all’altezza di quello che hanno subito e hanno pagato per noi? Vale lo stesso? Li abbiamo ricompensati abbastanza? E le loro madri? Le loro mogli?
Ne è valsa la pena? Ai fratelli Cervi? E i fratelli Govoni? A Walter Alasia ( brigatista e morto a vent’anni!) e alle migliaia di giovani, che da una parte a l’altra, hanno creduto di impegnarsi per lasciare qualcosa di migliore. E sono caduti convinti di esserci riusciti...
Ne è valsa la pena? Non lo so…ma il sole è alto, la piazzetta arida e sommersa da un afa umida e inospitale. Ci sarà un bar dove peter bere qualcosa di fresco. Un bianco d’Orvieto? Naaaaa…una Coka Zero!

venerdì 16 luglio 2010

Information Libre# Luca Morandi

Il famoso sessantotto tanto decantato dell’attuale (vecchia) intellighentia italiana ha prodotto un fenomeno importantissimo, un concetto ancora oggi in’arrivato e insostituibile, quello dell’informazione libera, libera a tutti e per tutti. Con l’arrivo delle prime fotocopiatrice, la stampa in ciclo-stile, l’off set, tutti potevano stampare un giornale e diffondere le proprio convinzioni. Più o meno quello che accade ai giorni nostri con i diversi blog. Voglio dedicare uno spazio librè a chi, secondo me of course!, contribuisce affinché ci si sveglio da un generale torpore che stà ammantando il nostro paese, almeno il nostro, più degli altri!.
Comincio con l’ospitare CyberLuke (al mondo "materiale" Luca Morandi) uno dei migliori grafici in giro per Roma ( ma anche oltre!) che, secondo me, poteva competere alla pari con i progettisti iconografici (come definisco io i "grafici") di Holliwood! Iron Man#2? Go away…

Sei titolare di uno dei blog più interessanti inerenti la digital art, il mondo dei (che brutta parola) “creativi”, dei grafici & designer, un paladino della digitalizzazione dell’immagine e – come me – un iper fruitore. Una prima domanda arriva spontanea. Da dove credi che arrivi la voglia di Carta che sta riemergendo nel nostro contesto? Da riviste belle, bellissime come Wired.it al moltiplicarsi di periodici, sempre più eleganti e sempre più a basso costo?
Forse è il famoso Canto del Cigno.
Ora che esistono concreti strumenti per fruire degnamente dei contenuti editoriali digitali e il mercato si sta finalmente muovendo (grazie anche all'iPad, ma non solo), qualcuno ha un soprassalto di sano orgoglio tradizionalista, e vuole dimostrare che le sensazioni che può trasmettere la carta stampata nessun media immaterico può e potrà mai trasmettere.
La trovo una cosa piuttosto romantica, così come credo che la carta durerà ancora per lungo, lungo tempo... ma trovando una pacifica coesistenza con la sua gemella virtuale.
L’accesso a software, spesso pirata, ha consentito a tutti, se non a molti, di praticare una sorte di augestione anarchica della propria iconografia. Forse dal punto di vista del business è un “problema”, ma per la circolazione delle idee è fantastico. E tu che ci vivi con questo lavoro? Quel’è il limite tra “professionista” e “autodidatta”? La situazione mi ricorda gli anni ’70, dai pomposi Genesis ai punk, al do it by yourself
In genere, che le tecnologie siano accessibili a tutti è una buona cosa. Il problema è – una volta di più – l'abuso che se ne fa. L'effetto collaterale più evidente per chi fa il mio mestiere è stato l'abbattimento delle tariffe alle quali è purtroppo seguito quello della qualità. Quello che sta andando perduto è la percezione di un lavoro professionale rispetto uno amatoriale, perché gli strumenti usati sono sì gli stessi, ma quello che c'è dietro in termini di preparazione è completamente diverso.
E in una corsa al ribasso selvaggio come questa, chi ha investito anni e risorse per diventare un professionista si sente defraudato.
Il mondo dei blog rilancia il facile accesso al sofware intuitivo, Tutto a tutti. Allora perché esistono i magazine online, la Apple, Microsoft…
L'analfabetizzazione informatica è ancora gigantesca (basta guardare nel nostro Paese), ed è una cosa che fa paura. È giusto che esistano piattaforme entry level accessibili a chiunque (e qui ancora, come non citare l'iPad), perché, come recitava un vecchio spot, l'informazione migliora la vita.
Attualmente, l'informatica è la porta più grande attraverso la quale procurarsela... semmai, il problema è sviluppare una coscienza critica. Oggi come ieri.
Questo blog ha nella sua ispirazione l’autogestione e autarchia creativa. Libero io, liberi tutti! Sei con me o contro di me? ( Lasciamo un po’ sentire George Bush!)
La libertà è una parola sorprendentemente a rischio di questi tempi, nonostante le apparenze e gli ottimisti ci dicano di no.
Basta guardare cosa è accaduto dopo l'11 settembre: quanta libertà abbiamo perso tutti quanti, io, tu, sacrificata sull'altare della "Sicurezza"? Francamente, credo siamo stati tutti traghettati in un'era di paranoia pura, dove a tutti viene richiesta una password anche per le cose più banali e dove tutti siamo trattati se non come colpevoli, come sospetti.
L'autarchia per funzionare dev'essere "illuminata", e, no, temo che non siamo pronti, almeno una buona parte di noi... a meno di non azzerare scale di valori e (falsi) miti e ricominciare daccapo... ma questa è utopia. :D

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