mercoledì 2 luglio 2014

Consigli per l'Estate: SestoMarelli, Acciaierie lombarde folk

Suggested by Pettini:

Direttamente da Sesto San Giovanni ecco i SestoMarelli (esattamente come il quartiere della città dell’hinterland milanese), al loro primo album di inediti dopo tanta gavetta e tante serate passate a suonare in giro per i locali della Lombardia, fin da quando erano conosciuti col nome di Los Desperados. Acciaierie lombarde folk ha un titolo che è tutto un programma: folk popolare con racconti di provincia e con quello spirito “partigiano” che ancora ricorre nel sestese.
Il quintetto, composto da Roberto Carminati (voce e chitarra acustica), Alex e Christian Aliprandi (rispettivamente chitarra elettrica e batteria), Alessandro Muscillo (basso) e Mariela Valota (violino), ha una sua identità precisa con un sound che ricorda soprattutto Davide Van Der Sfroos e che in certi frangenti richiama i Bandabardò, i Modena City Ramblers e tutto ciò che è vagamente“irish”. Ne sono la dimostrazione le introduttive Un’ora lurida e soprattutto l’esaltante Lasciami sanguinare. I racconti goliardici di provincia proseguono con Che la festa cominci e con Gli Stones (come dicono), senza che venga trascurata la letteratura e l’immaginario fiabesco (Il conte, La sirena, Signora Wolf). Ma il pezzo più sorprendente forse è Il ritmo del tuo cuore, che prevede un testo dolce come le carezze accompagnato da una melodia quasi hard rock.
Dieci canzoni in 40’ che scorrono via lisci come l’olio e che divertono. Rusticani e diretti, i Sesto Marelli confezionano un disco pop-folk di impatto che traccia l’immaginario della periferia post-industriale. Una realtà disillusa ma che vive ancora di quelle radici e di quelle tradizioni che mai potranno assopire nel tempo, specialmente in una città progressista come Sesto San Giovanni.“Acciaierie Lombarde Folk” è un bel disco da prendere in considerazione per il genere, in particolare andrebbe ascoltato in un pub (o anche a casa) purché non manchi una buona birra da sorseggiare, in modo da calarsi completamente nell’immaginario provinciale.
[http://asapfanzine.blogspot.it/2013/06/acciaierie-lombarde-folk-e-lepica.html]

martedì 24 giugno 2014

Istituzioni vs [Calcio] di borgata

…sono ancora giorni un po’ complicati per me e, di conseguenza,  anche per il blog, che – mannaggia!! – riprende a camminare lento, pigro…un ritmo estivo direi, quasi ozioso. E dire che gli spunti non mancano. Proviamo a ricapitolare, i sommi punti, un po’ come le hit parade estive, i fatti interessanti che hanno – in qualche modo – impattato sulla mia curiosità.
I mondiali di calcio sono ovviamente l’evento di questi giorni, comprese le lagne del mister Prandelli sulla poca [sentita] appartenenza degli italiani a questa squadra. Non ho mai capito il tentativo dell’allenatore della nostra squadra di voler dare un valore istituzionale alla nazionale di Calcio. Che caz** c’è di Istituzionale in gente che si muove in base ad interessi economici e basta. Nessun giocatore, forse solo il Romanista De Rossi, ha giocato sempre nello stesso team, ha fatto mai scelte di cuore, di territorio…istituzionali, per intenderci, a scapito di migliore proposte economiche. Nel calcio, nazionale compresa, è il dio [minuscolo] denaro che muove tutto e non c’è nulla di riconducibile a valori della nazione! Ops, ma che forse la classe politica (istituzionale ndr) italiana si muova anch’essa in sola ragione di interessi economici? Che Prandelli intendesse proprio questo? Bho…
La riforma della Pubblica Amministrazione presentata dal Governo Renzi I è la prova provata che gli ultimi governi hanno solo un metodo per razionalizzare la spesa: uccidere i dipendenti pubblici dal basso. Non ridurre le pensioni di migliaia e migliai di euro; non ridurre i salari a boiardi esterni alla Pubblica amministrazione, ma eliminare gli sprechi dei piccoli uffici postali nelle disperse Langhe, dove magari anziani pensionati andavano a prendere la pensione, o ridurre i posti letto e le degenze in ospedale. Anche in un momento come questo dove l’accesso alla sanità pubblica è in notevole difficoltà; e non per colpa di piccoli portantini ma di anni di becero managment improvvisato ed inesperto, ben pagato allora e gratificato da onerosi vitalizi! Io chiamo quest’approccio alla caccia al dipendente pubblico il metodo via Rasella: per ogni spesa in eccesso licenziamo dieci dipendenti! Fuc* Off!!! I di Miss the Red Wedge!!!!
…un po’ di svago. Girando nella rete mi sono imbattuto in un bellissimo sito sui The Beatles, dedicato a tutto ciò che cade sotto il concetto di rarities, ovvero “cosa” rara. Ben fatto e curioso, merita una mezz’oretta del vostro tempo [http://www.thebeatlesrarity.com/]. Non sono un fan dei ragazzi di Liverpool, però alcune loro canzoni sono, semplicemente belle…
Have fun!

giovedì 29 maggio 2014

Per non sapere né leggere, nè scrivere...


Renzi ha vinto le elezioni, il PD lo segue a ruota, Berlusconi non ha giocato proprio e BeppeGrillo non riesce a convincere oramai neanche più se stesso. Certo, dopo analisi fatteda esperti televisivi e gurù dei numeri, la mia banale analisi vi lascerà sconfortati. Hey, anche il punk Andrea si banalizza? So what? A chi affidare i nostri destini? Beh, la questione non è in questi termini, ma l’idea di banalizzare non mi dispiace. Sarò preciso e – almeno spero – anche breve.
Dopo la querelle elettorale è stato tutto un vociare di riforme: riformiamo il sistema elettorale, la cosa pubblica, la Costituzione. Wowowoow…che mania.
Della questione elettorale e del lavoro parleremo più tardi, ma sulla Costituzione voglio dire la mia; da popolano e non da “costituzionalista”. Non lo sono!
C’è un innaturale fermento sulla nostra Carta, la Carta degli italiani, come se la Costituzione fosse colpevole di chissà quali nefandezze. Intanto, primo aspetto, vorrei che chi si apprestasse a riscrivere le nostre regole, lo facesse recuperando quello spirito del dopo guerra che, in un clima di sincera solidarietà e di rigorosi valori – non regole, ma valori -, ha indirizzato l’allora rappresentanza politica, nel redigere quel bellissimo testo che è – e rimane – la nostra Costituzione della Repubblica italiana su valori umanitari e di solidarietà. Valori e principi che mi sembra non appartengono a nessun politico in charge. Abusivo secondo una sentenza della Corte costituzionale e privo di qualsiasi meccanismo di delega. E questo poi è il secondo punto: ma siamo sicuri che sia colpa della Costituzione se il nostro paese, la sua classe dirigente e la “politica” si esprimano a così bassi livelli. O forse, più semplicemente, le garanzie che la Carta offre a tutti i cittadini italiani, che – va ricordato – uscivano da un periodo di forte totalitarismo -, vengono ogni giorno abusate?
Cosa intendo? Semplice, vi faccio un esempio: Dove sta scritto nella nostra Costituzione che ci debba essere un pensionato che prende novantamila euri al mese e cent’ottanta [pensionati] che ne prendono solo cinquecento? E’ colpa della Carta o degli uomini che delle garanzie della carta hanno, e continuano, ad abusare? Ci è stato detto, non si può fare niente, è un diritto acquisito! Ma nella Costituzione non c’è un singolo passaggio che garantisca l’ingiustizia. Per nessuno, singolo cittadino e ex politico. I principi di uguaglianza e solidarietà ben chiara nei fogli della costituzione. Bisogna saperli leggere.
…ecco la domanda: che l’attuale politica non sappia leggere? E – cosa più drammatica – credo non sappia neanche scrivere!
E pensare che vogliono riscrivere la Costituzione…what a fuc*!!!
Cari amici, mi sa proprio che devo rinunciare alla mia carriera di scrittore e mi tocca scendere in campo!!!
Ad Majora! Keep on, keepin'on!

venerdì 23 maggio 2014

No love, no peace, yes CRASS!


Per i pochi lettori di questo blog ( molto purtroppo sono andati via vista anche la mia poca costanza!) il nome CRASS, ma la stessa parola, deve identificare più un pensiero, un’attitudine, piuttosto che un “Gruppo musicale”. I CRASS non lo sono e non lo sono mai stati. Sapere che finalmente il lavoro di produzione di Marco Pandin per i tipi dell’editrice imolese di Bruno Alpini, non può non rendermi felice. La stampa dell’album No love, no peace si riferisce ad una registrazione del concerto dei CRASS del 2 maggio 1984 a Notthingham.
Siamo di fronte ad una edizione suntuosa, il CD, ma potrebbero anche essere due, visto come nelle prime copie è aggiunta la registrazione del concerto dei D&V, è inserito in un booklet di 24 pagine cartonate in formato 7 pollici.
Ovviamente appena ascoltato mi è ripreso il fermento della mia gioventù quando distribuivo su Roma i 7” dei Wretched, Peggio Punx, FoxTrot, Indigesti e tante altre autoproduzioni. Ne ho subito ordinate 10 copie e mi sono mosso per “piazzarlo”, con il meccanismo del conto vendita, in un paio di librerie romane.
Questo il link della bella intervista di Pandin sul come e perche si è impegnato in questa operazione politica, più che culturale.
Sotto i dettagli per ordinarlo direttamente. Il CD non ha prezzo, ma si chiede un contributo responsabile di almeno 10 euri, ma – credetimi – ne vale molti di più!
Aparte (c.p. 81 CPD - 30171 Mestre VE), editrice Bruno Alpini (bruno.alpini@libero.it),
oppure stella*nera (stella_nera@tin.it)
.
Ecco invece l’indirizzo di due negozi di dove trovarli già fisicamente:
HellaNAtion Store, Via Nomentana 113, Roma
Odradek, La Libreria, Via dei Banchi Vecchi, 57, 00186 Roma
Insomma, solo se nun movete er cul* ve toocca subbì ‘sta società!

mercoledì 21 maggio 2014

From Beirut to Rome al...ritmo del bruscolinaro!

Come spesso mi capita, non mantengo le mie promesse. Mi ero riproposto di aggiornare il blog come un Diario, ma questo non è accaduto; anche in relazione all’attività di promozione del libro, che, alla luce anche delle vendite via amazon, non sta andando poi così male. Come detto però, dietro l’angolo c’è sempre la storia del diavolo e delle sue pentole e dei numerosi coperchi!
Proviamo comunque a ricapitolare. Primo momento di soddisfazione è stata la presentazione del libro a Montefalco esattamente settant’anni dopo il tragico evento. La giornata, che ha visto più di trecento persone riempire la sala consigliare del comune, è stata progettata per rivivere, anche come “tempi”, ogni singolo momento di quel triste giorno. 13 aprile 1944. L’evento è iniziato alle 10.30 circa, in coincidenza, minuto più minuto meno, con la formazione del plotone di esecuzione nella caserma di Perugia la mattina dell’aprile del ,44 e che avrebbe dovuto accompagnare i due detenuti, ma che poi si rivelerà essere lo strumento di morte per i due giovani. Alle 19.00, in corrispondenza dell’esecuzione, la sala consigliare del comune è stata chiusa e le due sedie – a simboleggiare il processo, la condanna e l’esecuzione –, decorate con la bandiera italiana e due rose rosse, definitivamente rimosse. Pochi giorni dopo alla Feltrinelli di Perugia un’altra presentazione anche se più intima, ma con la partecipazione di molti giovani interessati, non tanto alla storia, quanto alla ricerca fatta negli archivi. A Torino poi, nel Salone del libro, moltissimi i curiosi e anche qui, più che la storia di per se, ha affascinato molti l’attività di ricerca fatta negli archivi. Una giovane e bella piemontese ha definito il lavoro una versione diversa del telefilm Cold case. Non l’ho mai visto, ma…perché no!
…insomma, quando un’altra serie di eventi era già stata calendarizzata il lavoro mi ricorda che devo andare a Beirut. Di nuovo passaporto, valige, noiose attese nelle sale lounge e file, su file.
Ma la cosa più traumatica è sempre il ritorno nel mio paese. Dall’aeroporto di Fiumicino a casa e una striscia di depressione. Scortesi addetti alle FFSS, anarchia sui treni, la versione moderna di Last exit di Selby Jr alla stazione di Trastevere ed il definitivo [ the ultimate] Porta a Porta di Grillo con Vespa.
Non so perché ma in questi momenti mi torna in mente una scena del film Un Americano a roma dove Nando Moriconi, in arte Santi Bairon an american attracion, si troverà costretto a fare il proprio spettacolo al ritmo del bruscolinaro. Perche, gli ricorda il gestore del teatro, lui deve vendè a merce!
Tutto sta a capire chi tra Renzi, Grillo e Berlusconi è il Santy Bairon di turno, comunque è un po’ tutto il nostro paese che stà ballando al ritmo del bruscolinaro.
PS. Per chi volesse conoscere Beirut in forma diversa, cercate il libro Our Man in Beirut del blogger Nasri Atallah. Semplicemente…moderno!
 

venerdì 2 maggio 2014

«presi dal terrore della morte»

«Gran parte di popolo – evidentemente lontana per educazione e morale dalla realtà di una esecuzione capitale – si dette a incomposta manifestazione implorante il perdono. A ciò contribuì la manifesta pusillanimità dei condannati, presi dal terrore della morte.»
Il questore di Perugia al Capo della Provincia, 16 aprile 1944
 
Il 13 aprile 1944: due giovani di 19 anni vengono fucilati contro un muro del cimitero di Montefalco, in provincia di Perugia, perché renitenti alla leva della RSI dopo l’8 settembre 1943. Si chiamavano Americo Fiorani e Luigi Moretti. La feroce esecuzione, avvenuta dopo un processo sommario, suscita ancora oggi vividi ricordi negli anziani del piccolo Comune umbro, dove non si è mai spento lo sdegno di fronte a un atto di violenza tanto crudele e gratuito.
 
La loro storia viene ricostruita partendo dalle testimonianze della gente del posto e con un’approfondita ricerca negli archivi comunali di Montefalco e negli Archivi di Stato di Firenze e di Perugia e delle Forze Armate: da faldoni polverosi e dimenticati riemergono documenti ufficiali dell’epoca, rapporti delle forze dell’ordine e delle Autorità locali, gli atti processuali delle inchieste aperte nel dopoguerra. Appaiono chiaramente non solo l’assurdità dell’operato dei dirigenti della RSI che hanno agito a scopo esemplare – una stringa di morti! -, ma anche il tormento delle altre giovani vittime dell’evento: i membri del plotone di esecuzione ed in particolare del comandante dello stesso plotone, costretto – lui si da «pusillanimi» ufficiali fascisti - a eseguire la condanna contro ogni umano sentimento. Un dramma che nemmeno il processo che ebbe luogo a Firenze nel 1946 contribuì a chiarire in modo definitivo e su cui questo libro vuole ora raccontare la verità.

venerdì 4 aprile 2014

Enjoy the link, the music and your [stoned] passion...

...anni fa avrei pagato per avere solo la metà delle informazioni ora disponibili su internet. Ai mie tempi si cercavano le fanzine e bisognava "trottare" per trovarle. Oggi basta perdere un pò di tempo, conoscere un inglese decente e sapere "cosa" cercare. Un esempio? E' recentemente uscita la ristampa del [punk-issimo!] White light/White Head dei Velvet Underground e volevo capire se non fosse l'ennesima sola del mercato discografico, oramai sempre più alla canna del gas dopo l'esplosione del download. Un pensiero, prima dei Velvet...quasta presunta crisi coinvolge solo le cosidette major, nel mondo delle autoproduzioni c'è un esplosione di nuove idee e proposte e "ritorni" epici1 di cosa parlo? dei Wretched di Milano...ma ne parleremo, torniamo agli Underground...insomma, su sto sito c'è tutto! Tutta la storia non di un gruppo musicale, ma di una NYC che - inevitabilemte - ha contagaito anche la nostra cultura europea! E anche la nuova Roma!
Chi si ricorda i Passion Flower?
Enjoy the link, the music and your [stoned] passion...
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