sabato 2 novembre 2013

A Voi Dudù e Saviano, per me Penna e Pasolini

Oggi, trent'otto anni fa, ad Ostia, ancora oggi periferia di Roma,  Pier Paolo Pasolini trovava la morte.
Il silenzio di ogni organo di informazione nel NON celebrare questa data è la prova che essere pensatori ed intellettuali non paga. Anzi, ci si consegna, con il messaggio complesso di cui si è portatori, al circo degli ignoranti. E che senso ha amico Pier Paolo?
Viva Dudù, Viva Checco Zalone e la birra falsa dei Simpson!
Voi tenetevi i Santoro & Saviano, io mi rileggo Penna e Pasolini.
...evaffanculo!

giovedì 31 ottobre 2013

Momenti di indifferenza e poesia.

Non c’è pace tra gli ulivi, meno che mai nell’astronave politica che – a km di distanza dal mondo vero – sovrasta il nostro quotidiano e ci dispensa regole e balzelli. In un delirio che oramai appartiene al Circo Freak continua ad accadere di tutto. Pillole veloci. Con decisioni ad hoc si stravolgono regolamenti “istituzionali” per una sola persona. Sul modello dei Tribunali fascisti si fanno regole processuali “alla bisogna” e si consolidano procedure estemporanee come ferme. Sapendo che così non è e con il concetto del voto di maggioranza si torna alla politica del ventennio. Aspettare e vedere. Dopo il pandemonio per Miss Italia e le donne belle ma sceme su un portale globale c’è stato il concorso per le giornaliste sportive più belle dell’anno. Ha vinto la D’Amico, ma con lei si è piazzata bene anche Miss Ipocrisia, poiché nessuno – dico nessuno! – è insorto. Meno che mai le Associazioni on domand come Se Non Ora quando!
…sul Corriere si parla degli aumenti “esponenziali” del trattamento economico del personale della Camera, su Repubblica...indovinate un po’? Delle Escort e di Berlusconi.
Sul Times, home page, si narra del dramma di centinaia di migranti che trovano la morte nel deserto del Niger nella loro “processione” verso un mondo nuovo. Temi diversi tra loro ma che trovano nell’indifferenza di tutti noi un fattore dominante e comune.

La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli.
La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici,
finisce con il vivere solo gli intervalli.

…è una poesia di un autore noto, ma mi illudo che sia stata scritta dal free poet della fotografia. Un pò di poesia per tutti e di tutti...

venerdì 25 ottobre 2013

Dudù ha una nuova ciotola..e il cervo si è (quasi) arreso.


Se da una parte continuo a vivere tra aeroporti e isole, dall’altra, ogni volta che torno a casa, appena accendo le televisioni o vado ai quotidiani on-line ho subito nostalgia della mia natura di espatriat. Breve cronaca di una mattina di relax a casa, nell’attesa di partire per Lampedusa e Malta again! Su La7 c’è un programma, OMNIBUS, che dedica più dell’80% delle proprie trasmissioni a Berlusconi, poi si passa su RAI3 – mi sembra si chiamava Agorà il programma - e un altro noioso Talk show parla di…Berlusconi. Non basta, su RAI NEWS24 la questione è “il voto palese” su Berlusconi. La Gruber non si fa mancare nulla e il tema è “cosa farà Berlusconi?”. Ovviamente su RepubblicaTV…di cosa si parla? Di Berlusconi! Di Santoro & compagni neanche a parlarne. Su RAI2 il problema è…l’eredita di Berlusconi. Oggi su tutti i siti nazionali la prima news è…Berlusconi convoca il partito. Ma il resto del mondo?
Molti lamentano all’Italia di avere una visione provinciale e non globale del problema. E come dare torto a chi ci definisce Berlusconized. Non è questione di chi lo vota e di quale area sociale esso rappresenti, poiché lo strumento della Democrazia questo tutela; la rappresentativa, ma di chi non lo vota, che non riesce a trovare forme di rappresentanza nelle quali riconoscersi e si esalta in una dinamica di denigrazione e sberlfetto della banale ( secondo lui ) capacità intellettiva di chi vota Berlusconi.
…ma il tempo passa – ed è trascorso – e negli ultimi vent’anni si è speso tempo, energia, attenzione, ma anche le Istituzioni ( con la “I” maiuscola ) hanno compromesso molto della loro natura identificando un nemico politico, metterlo nel mirino e cercare di eliminarlo.
Una parabola buddista, in una versione da me aggiornata, narra di un cacciatore che si “fissa” su un cervo bianco e passa la sua vita di cacciatore a cercarlo nei boschi, tra le valle e le montagne, solo per trovarlo quando ormai il cervo vecchio è quasi moribondo e non più in grado di scappare. All’atto di tirare la freccia mortale il cacciatore si rende conto che è invecchiato anch’esso nella caccia e comunque vada, l’uccisione del cervo ora non sarebbe stata la stessa cosa di una caccia ad un cervo giovane. Ambedue hanno vissuto una vita in “fuga”, tuttavia la vita attorno a loro è cresciuta lo stesso, dimenticandosi dei due “protagonisti”.
Mentre in Italia ci dedichiamo TUTTI al Totem Berlusconi, il mondo avanza e non ci sarà ne vittoria, né sconfitta nella parabola discendente del Cavaliere di Arcore, perché – è bene che ne siamo consapevoli TUTTI – questa parabola è stata negli ultimi vent’anni la NOSTRA storia. La storia d’Italia.
…faccio le valige, la splendida gente di Lampedusa mi aspetta.
Rise your hand, open your mind, take your own responsibility!

venerdì 18 ottobre 2013

Grazie Santoro per la nostra libertà di...pippa!!! Fuc* Of*


Back in town from Lampedusa, dove la natura umana si è dimostrata così fragile da domandarci se non dovessimo veramente – e con sempre più rinnovato rigore – affidarci all’innaturale per comprendere, come sia stato possibile, che decine di bambini, piccoli corpi dolcemente adagiati sul molo Favarolo, debbano pagare un tributo di morte al loro (incosciente) sogno di una semplice giornata migliore con i proprio genitori e amici nel cosiddetto “Mondo Nuovo”. Mi è stato chiesto dai molti giornalisti e commentatori presenti sull’isola un commento ( ND lavoro per una Organizzazione Umanitaria Globale ); Apocalittico! Questo è il mio commento. 350 salme su una piccola isola come Lampedusa non ci saranno mai tutte insieme e tutte riconducibili ad un evento. Neanche durante la Seconda guerra mondiale, dove Lampedusa – essendo un avamposto militare comandato dai tedeschi – è stata fatto oggetto di intensi cannoneggiamenti, i vecchi isolani non hanno memoria di così tanti morti e tutti inieme. Il dato triste è che, dopo il numero delle salme, il numero dei giornalisti, tecnici al seguito e staff, fosse il secondo! Ripeto: apocalittico!
Torno a casa e mi ritrovo scioperi, bla-bla-bla governanti e l’ultima “grande” battaglia politica di rilevanza nazionale, nel nome dei giovani disoccupati e contro il potere delle banche, portata avanti dalla corrazzata Santoro: la Sig.na Pascale è lesbica!!! Wowowow!
Negli anni sessanta si battevano per la libertà delle droghe e d’opinione; nei settanta/ottanta arrivò il punk e il fuck yourself! Negli anni novanta la pantera universitaria. Nel duemila? ci occupiamo delle lesbiche di palazzo Grazioli.
Per fortuna che ci sono Santoro&Travaglio. Grazie a loro la nostra libertà di…pippa è assicurata! Fuc* Off!!!
PS Mi è appena arrivato a casa l’ultimo numero di Mother Jones Magazine…che tristezza immaginare che le nostre informazioni passano attraverso certa gente…

sabato 28 settembre 2013

HUCK, SHINDIG! e EBM. What a paper magazine. Digital copy Fuck Of*!

Come è comune a tutti i bloggers, da oramai molto tempo, il mondo della carta stampata lamenta una costante riduzione di vendite e di interesse nel media. Non mi stupisco. Se cercate in un’edicola italiana qualcosa di non convenzionale, ovvero che non sia una rivista di moda o di gossip, dovrete rassegnarvi alla rete. Il panorama dei Media –Rivista in Italia è desolante. Non c’è un corrispettivo in italiano di The Wired o OX [ rivista punk in tedesco, con allegato sempre un CD pieno zeppo di nuovi gruppi ]. Ovviamente di due o tre Magazine che vorrei segnalare oggi neanche la presenza.
La prima rivista si chiama The Huck. Bella la confezione grafica, la scelta della carta e soprattutto i contenuti. Nel numero della passata primavera, con una copertina bellissima, una serie di articoli sulle indie publishers: sul come promuovere i propri lavori indipendenti nel mare magnum della rete;bell’articolo – con belle foto – su l’ AK Press e interessante info sul negozio di comics off di NYC che è un po’ diventato il modello di un certo genere di negozi anche in Italia: Drawn & Quarterly. Su l’ultimo numero interventi del critico e musicista di Greil Marcus ( su Bob Dylan) e intervista/approfondimento sul più anomalo duo-punk-ever (dopo i DOS di Kira), the No Age.
Poche righe anche per The Shindig! Un magazine psyco-orientated  con centinaia di pagine sul variegato – ae audace – mondo degli anni ’60. Ma non solo Flower Power, ma anche cinema, editoria, micro-movimenti lisergici e politica radical di quegli anni.
Un'altra segnalazione è di dovere: Electronic Beats Magazine. Rivista tedesca, di proprietà della Compagnia dei telefoni ( vi immaginate i dirigenti dell’italiana Telecom nell’editorial board di una rivista così? ) impegnata a diffondere la nuova musica ( ma non solo) anche gli strumenti per una nuova concezione del concetto “suono”. All’avanguardia, come molte cose dei nostri amici/nemici germanici. Non vi faccio il lungo e noioso elenco degli articoli, basta andare on-line e curiosare un po’ ( QUI ).
Io, ovviamente, ho messo mano alla mia Visa e mi sono abbonato a due delle tre riviste ( Huck e EBM ), perché – anche se in carta – quando una rivista è bella, vale sempre la pena sfogliarla!
Keep on, kepin on!
 
Keep on, kepi on!

giovedì 26 settembre 2013

Il ritorno di STeno e dei Nabat di Bologna. Un Evento con la "E" maiuscola.


Ok, nuovo Cd di Bob Dylan! Grande notizia! Esce il triplo CD dei Dr.Feelgoodwowowoow! E che dire nel box-style-Radio dei Clash!! Tutto e di più del due Strummer& Jones. C’è da svuotare una ricaricabile Visa!! Però, e questo è ancora il fascino delle piccole cose dal grande cuore, pero, dicevo, quando i Nabat di Steno si riuniscono e stampano un 45 nuovo con nuove canzone non può che essere un Evento. Con la E maiuscola ed in grassetto su ‘sto blog! Continua il magnifico lavoro della Ansaldi Records nel ristampare e ri-proporre - con lo spirito giusto – quei suoni Emilia-Sreet-orientated che hanno consegnato i gruppi di Steno alla legenda. Un 7 pollici, tre brani, registrati decisamente meglio rispetto ai precedenti lavori dei Nabat ( e ci credo! Erano degli anni ’80!!), copertina in bianco e nero grezza…one-two-three, let’s go! Bravo Steno. A presto un intervista della leggenda Oi Emiliana su questo blog.
Evento per evento un’altra ristampa mi ha affascinato e – guardandomi allo specchio, con i miei capelli bianche e qualche kilo in più – ricordato quale fosse l’approccio giusto di allora se volevi essere antagonista e non solo punk! Parlo della ristampa in vinile, in soli 250 esemplari, dei Klaxon, 1984, per i tipi della Sidney Town Records. Materiale d’epoca del primo (raro) EP, ed inediti – questi registrati davvero in stile Demo – rimandano ad atmosfere proto-berlusconiane, ma sempre figlie di una Milano da bere. E mentre in Lombardia il martini scorreva a fiumi, nel Lazio il fresco cannellino annebbiavav i pensieri di rivolta dei tre romani. Robba storica, ma che spacca ancora.
La tradizione street-punk capitolina meriterebbe una riproposizione storica a parte e non detto che il vostro blogger preferito non ci si dedichi!
Gabba ‘ncaz**! Daje oh fraté! Ecco lo slogan giusto!

mercoledì 18 settembre 2013

Articoli rifiutati (a me) e Riviste che chiudono ( loro)



Blog pigro in questi giorni, ma pubblico un articolo che avevo scritto per una rivista musicale nuova. Mi fù respinto poiché “troppo dettagliato”. La rivista ha chiuso dopo sei numeri.
Sarà perché voleva essere più…superficiale? Fuc* Off!!
PS. Ovviamente l’LP the Great Complotto fa bella mostra nella mia personale discoteta-punk-orientated!

Gli anni settanta in Italia sono un margine; da una parte la fine dei sogni lisergici degli anni sessanta e dall’altra l’inizio di un edonismo sfrenato degli ottanta. Gli anni dabere! E il mondo musicale del sottobosco undergroung non poteva non risentirne. Gli swinging-sessanta si chiudono con l’Album Le Stelle di Mario Schifano". Un progetto sonoro proto-multimediale che nasce da una serie di happening dal vivo ( al Piper) dell’artista Mario Schifano, accompagnato on-stage da quartetto ed impegnati a suonare psycadelia pura, mentre su di loro venivano proiettate immagini di un bizzarre film "Anna Carini in agosto vista dalle farfalle”. L’album è uno dei più rari di quegli anni, insieme a quello de I Raminghi, Il lungo Cammino dei Raminghi, che nel 1971 farà da “ponte” con l’allora nascente scuola progressive italiana. Gli anni settanta chiuderanno il giro con l’esplosione della musica punk in Europa, ed il tentativo un po’ naif di intercettarne, se non lo spirito ribelle, almeno la filosofia irriverente.

The Great Complotto è forse un raro esempio di una italianizzazione del movimento punk anglossassone. Verso la fine degli anni Settanta alcuni musicisti di Pordenone decidono, incuriositi, dalla crescente ondata punk che si stava propagando per tutta la Gran Bretagna, di recarsi a Londra, dove si esibiranno in un celebre concerto pirata. Ritornano in Friuli ed ispireranno uno dei primi network autogestiti italiani. Gruppi come HitlerSS e Tampax si consegneranno alla legenda ed anche nella recente Mostra EuroPunk a Villa Medici in Roma cimeli del Grat Complotto hanno fatto bella figura insieme ai primi flayers dei CRASS e gruppi minimali giapponesi. Ma è anche ne mezzo che ci appaiono, nel mondo bizzarro dell’on-line, rare gemme. Cercate su youtube il video di Ivan Cattaneo, L’Elefante è capovolto (1974) con una performance di un giovanissimo Benigni, così come una recente ristampa dei primi, bellissimi e surreali, tre album dell’icona dada-pop di Bergamo merita particolare attenzione: Uoaei del 1975, Primo, Secondo e Frutta (Ivan compreso) del 1977 e nel 1979, l’album SuperIvan, con l’intera Premiata Forneria Marconi come side-band. Il percorso musicale di Ivan Cattaneo ben rappresenta come la contaminazione radical-cultuarale degli anni settanta si sia fatta contaminare da un suono plastic-pop anni ottanta. Il nostro Ivan troverà il successo con un banalissimo 2060 Italian Graffiti. Re-make di canzoncine Ye-Ye degli anni sessanta. Lo stesso successo non arriderà a Stupid Set, Confusional Quartet, Kaos Rock, Gaz Nevada,  Take Four Doses, Luti Chroma, Art Fleury. Ma anche molti altri. Alcuni, come le Kandeggina Gang e gli stessi Kaos Rock beneficeranno di un momento di popolarità con le prime autoproduzioni della Cramps Recors. Per il resto del mucchio solo internet sembra essere un degno custode di così tanti sogni [musicali] infranti.
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