venerdì 3 maggio 2013

The Socialism 2013 a splendid opportunity!

 Millions of people have come to the understanding that capitalism is no longer working. From extreme weather caused by climate change and the relentless drive to slash workers’ living standards to the epidemic of police brutality, the signs of a society in crisis are all around us. The question isn’t whether society has run amok; the question is what to do about it.The Socialism 2013 conference will bring together hundreds of activists from across the U.S., and around the world, to tackle the many discussions and debates that confront anyone interested in changing the world. How can women’s liberation and LGBT equality be won? What will it take to win real justice for immigrant workers? Can organized labor make a comeback? What lessons can be learned from the revolutions shaking the Middle East? Why is Marxism relevant today?
Featured speakers include teachers on the front lines of the fight to defend public education, anti-racist fighters against police brutality and the New Jim Crow, trade unionists, Marxist authors, radical historians, and much more. Start making your plans to attend.
 
…ok, lo so, è scritto in inglese, ma non ho voglia di tradurre una cosa che, nella sostanza, mi sembra semplice: Il capitalismo, così come lo conosciamo noi, non funziona più. Che fare? Questa la domanda alla quale migliaia di giovani socialisti ( ce ne sono ancora credetemi!!!) cercheranno di dare una riposta pragmatica e sostenibile.
Potrei esserci anche io tra loro. Ma non sono più giovane.
Portatevi, se andate, letture di Orwell e Sodati, musiche di Billy Bragg e Style Council!
C u there folk!
Per maggiori informazioni
info@socialismconference.org
http://wearemany.org/event/2012/06/socialism-2012
http://www.socialismconference.org/


giovedì 2 maggio 2013

Un deserto infinito ed eterno, per dei tartari che non arriveranno mai. Scusali soldato Lazàre

Una lunga e dovuta pausa tra le convulse ricorrenze del 25 aprile, ed il rituale eccitamento per il primo maggio dei lavoratori, la nascita di un nuovo Governo italiano e l’elezione del mio Presidente della Repubblica è arrivata veramente come una piacevole sorpresa. C’era talmente tanta carne sul fuoco che francamente l’essermi dedicato ai lavori di (sana) muratura del mio piccolo loft di Montefalco è stato terapeutico e gratificante. Giorni bucolici e agresti, fatti di polvere e vino rosso, ma anche di riscoperte vecchie letture ( vecchie in quanto ad edizioni, non certo come contenuti ) come il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati.
“Il tempo intanto correva, il suo battito silenzioso scandisce sempre più precipitoso la vita, non ci si può fermare neanche un attimo, neppure per un’occhiata indietro. ‘Ferma, ferma!’ si vorrebbe gridare, ma si capisce che è inutile. Tutto quanto fugge via, gli uomini, le stagioni, le nubi; e non serve aggrapparsi alle pietre, resistere in cima a qualche scoglio, le dita stanche si aprono, le braccia si afflosciano inerti, si è trascinati ancora nel fiume, che pare lento ma non si ferma mai.”
Alcuni passaggi del romanzo di Buzzati, ma l’intera idea di un immobilismo speculare ad un attesa – sempre più vana, auspicata, ma mai certa – che giustifichi un formalismo austero e rigido. Un’applicarsi delle regole, fine a se stesse, che porteranno anche all’uccisione di un commilitone, poiché baluardo innanzi ad un imminente pericolo proveniente dal deserto, mi ricordano un po’ la staticità del mio paese.
Negli ultimi anni le parole emergenza democratica, pericolo per le Istituzioni, riforme sempre più improcrastinabili, sono state il sale di lunghe ed estenuanti discussioni che non hanno portato a nulla. Ed in questo nulla, formale sicuramente, il Soldato Lazàre troverà non una ma cento, mille nuove morti.
Non serve aggrapparsi alle pietre, meno che mai ai formalismi di istituzioni ingiuste e sempre meno rappresentative, se non di se stesse. Autoreferenziali. Ma, alla luce dei risultati, useless for sure!
“Il tempo è fuggito tanto velocemente che l’animo non è riuscito ad invecchiare. E per quanto l’orgasmo oscuro delle ore che passano si faccia ogni giorno più grande, Drogo si ostina nella illusione che l’importante sia ancora da incominciare.”
Bravo Dogo, scusali Lazàre.

martedì 23 aprile 2013

Rocco, DJ Ringo e la (nostre/vostra) RIvoluzione


Take it easy folk! Non è pubblicità, né una marchetta “commerciale”, ma questo CD dell’amico Rocca, DJ Ringo è qualcosa di…really Punk!!
Conosco Rocco da i tempi di una missione ad Haiti, lui fù sponsor dell’iniziativa Rock 4 Haiti e si presento a Pourt-Au-Prince con una maglietta nera con il logo dei Ramones…e fu subito amore! What a fuc*!!! Volevo dire subito affinità. Cominciammo a parlare dei Clash, dei Sex Pistolos per finire ai Negazione di Torino e i Raw Power di Milano.
Negli ultimi anni, con l’esposione delle belle riviste patinate, come Rolling Stones o Rock tutti – un po’ più un po meno – ciancicano di punk…senza esserlo e senza esserli stati. Rocco c’era, era a Milano nei giorni del Virus ( Leggere su "Costretti a Sanguinare ndr ) a Los Angeles ai tempi dei Bad Brains e ora back-home per condividere, con voi mortali, perché la cosa non mi riguarda, io sono PUNK, il Verbo della rivoluzione!
Tre CD pieni di Sigue Sigue Sputnik, con Love Missile F1‐11, o i The Cramps, Goo Goo Muck e la splendida cow-punk A Thousand Miles from Nowhere di Dwight Yoakam, sono la prova provata che il DJ è punk…e se non ci credete…che se ne frega!
Gabba Rocco!!! Hey, oh…let’s go!!

sabato 20 aprile 2013

La mia grammatica, i miei pensieri, William Burroughs e il Cut Up nel nuovo millennio.


Breve nota per i miei pochi lettori, ma in costante e vertiginoso aumento, sulla mia “tecnica di scrittura” e su alcuni strafalcioni grammaticali:
Questo è un blog, NON è una rivista, forse una Digital-Fanzine, ma certamente non ha né un correttore di bozze né un revisore finale di testo.
Quello che scrivo è un one-shot. Ovvero NON lo ricorreggo MAI. Esce così e così la rete se lo tiene. Il pensiero, elaborato in pochi minuti è la strutturizzazione di un intuizione, poi passo alle parole e alla forma prosa, NON poesia. E se il messaggio ( struttura dell’intuizione ndr) arriva, bene. Altrimenti ho fatto “casino” io!!
Non bisogna essere degli intellettuali di sinistra, né bocconiani d’assalto per dirvi che mi ispiro al Cut Up di William Burroughs e Bryan Gysin…inutile citare anche Genesis P.Orridge e Vittore Barone.

giovedì 18 aprile 2013

The [missed] Revolutionary Age


Quando scrivo questo post non so ancora chi sarà il mio prossimo Presidente della Repubblica. A dire il vero nessuno dei candidati mi entusiasma come forma di rappresentanza. Sarà anche una questione di età, non sono così vecchio! Però, come da sempre accade nel nostro paese, la massima carica dell'Istituzione Italia è essa stessa rappresentativa molto del Parlamento ( quindi dei partiti ) e un po’ meno degli italiani. Ma tant’è è da sempre così.
L’unica nota stonata, in un concerto già di per se noioso e stucchevole, è l’atteggiamento barricadiero-a-tutti-i-costi della grottesca pattuglia di grillini. Dopo essere stati la sorpresa (anche per loro! ) delle recenti elezioni non riescono in nessun modo ora a rendere concreto il notevole ( in termini di numeri ) mandato vendicativo che la società civile – la gente comune – ha a loro affidato nei confronti dell’odiata Casta. Anzi, giorno dopo giorno, sia gli eletti ma più gli elettori, ci si rende conto che promettere e poi non mantenere, li avvicina più ai leaders del PDL e PDmenoelle di quanto pensassero. Ed il continuo ed infruttuoso ringhiare alla luna del loro capo virtuale si sta sempre più trasformando nell’abbaiare del pigro cane del cortile.
Faccio fatica ad immaginare che un cambiamento epocale, soprattutto indolore, ma dannatamente necessario, possa passare per le idee e le capacità di Mr.Crimi and Miss Lombardi, the Movement Five stars Pop-duo. Ho una visione della politica radical un po’ più diversa. Movimentista sicuramente, ma movimentismo vero, rappresentativo e non polical-orientated e non le pagliacciate del senonoraquando, il popoloviola o l’agenda rossa, non nel parlamento e come ringhiosi cani da guardia nei confronti di quei (pochi) soggetti politici che violano costantemente i diritti civili di tutti. The Black Party, Do-it-by-Yourself Movement, ogni gruppo contro-culturale come il recente occupy, ma anche Timothy Leary, Lenny Bruce, Pier Paolo Pasolini non sarebbero mai – per scelta- finiti a fare i rivoluzionari "parlamentari2.
O sei il re o l’anarchico Bresci che ammazza il re.
Questa è la rivoluzione. Non vedo nessun proto-Che Guevara tra i grillini, già tutti giacca&cravatta e tutti benefit.
Non cosa succederà tra poche ora, ma so cosa non succederà a breve. Ecco alcune previsioni.
Il M5S non farà mai cadere questo Governo ( ancora in nuce). Alcuni di loro, per non perdere il lauto mensile, si staccheranno e confluiranno nel Gruppo Misto in Parlamento. Appoggeranno sempre l’esecutivo in charge, possibilmente di sinistra, per estendere il più a lungo possibile la loro (ben remunerata) esperienza parlamentare.
Non riusciranno, M5S compreso, a ridurre, più di quanto non sia già ridotto ora, il contributo economico ai partiti, né a ridurre gli stipendi dei parlamentari. Ma riuscite ad immaginare mamma e figlio grillino ( a proposito e come la mettiamo con i noiosi attacchi a Fassino e alla moglie parlamentari? Già dimenticato? ) che votano per la loro riduzione dello stipendio? Naaaaaa…
Non riusciranno a ridurre, non dico eliminare, ma almeno ridurre e rimodulare il contributo all’editoria.
Non riusciranno ad eliminare i boiardi della politica nelle Amministrate pubbliche, né i doppi o tripli incarichi per i più fortunati.
Dopo Porta a Porta, ci sono ancora Ballarò, Fazio, la bella Gruber e chissà quante altre belle occasioni per ostentare i graziosi orecchini e la nuova montatura della Lombardi o le illuminate opinioni, maldestramente suggerite, del Crimi di turno.
Non so molte cose, ma quello che so è che dopo ogni aspettativa delusa è storicamente provato che – un po’ sul modello del pendolo – la massa si riaffidi al vecchio padrone. Che sarà sicuramente comprensivo e soprattutto, non vendicativo!
Keep on, keepin’ on!!

martedì 16 aprile 2013

Da una Repubblica ad un'altra! Be carefull my friend


Nonostante i miei sforzi ed il mio committment con i miei lettori ( Wowowow! Che boom!), non riesco a rispettare l’impegno di un post al giorno. Me ne rammarico, ma non sempre è facile avere il tempo e l’ispirazione per non scrivere qualcosa di banale. Non sono il Vate di Viale Marconi, ma mi sforzo di condividere idee, suggerimenti, iniziative che, anche se di “nicchia”, ritengo valga la pena buttare nel mare della rete! Poi, se diventerò l’antitesi di beppegrillo.it o no…vedremo! Hahhaha…
Però una preoccupazione, in questi giorni di becera politica,  anzi partitismo, inteso come interesse di parte e non elaborazione di un’idea politica da elaborare per la Società civile, mi attanaglia.
Mi riferisco alla complessa, ma per me “pericolosa” e vi spiego perché, fase che stiamo vivendo per la nomina del Presidente della Repubblica. Il mio, il tuo, il vostro Presidente della mia, della tua, della vostra Repubblica.
Non sono un Costituzionalista, ce ne sono già molti in televisione, ma so leggere e scrivere e mi rifaccio all’articolo 87, del Titolo II della Costituzione Italiana: Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. E’ già realisticamente difficile immaginare un qualsiasi percorso unitario in questi giorni di feroce partigianeria partitica, ma il prossimo Presidente della Repubblica, deve – ribadisco – deve essere di tutti. Siamo in una fase storica complicata e pericolosa. In un quadro anti-tutto, ovvero Grillini anti, Destra anti, Sinistra anti, una forzatura sul comune arbitro ci porterà, inevitabilmente, verso una seconda fase di fascistizzazione del Parlamento. Cosa voglio dire? Semplice! Destrutturiamo il concetto.
Il Precedente Governo Prodi, forzando la Costituzione, in un percorso “di parte” sui temi delle competenze regionali, con i pochi voti della sua maggioranza politica, aveva – ed ha – di fatto aperto al concetto dell’emendamento costituzionale di parte. Ovviamente i seguenti Governi politici hanno seguito questa strada, con tutte le conseguenza del caso ( frequente e strumentale ricorso alla Consulta, Consiglio di Stato, Corte Costituzionale). Ora, se per sbaglio, l’area cosi detta di Sinistra, in un’ottica anti-Berlusconiana, più dettata dagli “sponsor” opinion-politici ( Repubblica, Santorini, Grillismo e anti-Silvio a go-go!) che da ragioni di pragmatismo statale e correttezza costituzionale, dovesse votare a forza un Presidente della Repubblica, che rappresenti più l’orientamento della (loro) politica stessa e meno l’esigenza di unità del nostro Paese, in questi giorni fortemente in pericolo, sarebbe l’inizio della fine.
I Governi - ed il loro orientamento politico – cambiano. Una forzatura a sinistra genererà inevitabilmente un reazione forzata a destra e d il prossimo Presidente della Repubblica sarà di destre. E se poi – per sbaglio, ma non credo – nei prossimi anni dovessero crescere quei movimenti anti-europei, nazionalisti e conservatori, non mi stupirei se la decisione di questi giorni, Presidente non super partes, consegnerà ai nostri figli un prossimo Presidente della Repubblica fascista orientated.

Be careful my friend!

giovedì 11 aprile 2013

Buon compleanno Anteo! Candele [nere] per la tua festa!!


Oggi è il compleanno del bambino Anteo Zamboni, che 86 anni fa veniva assassinato. Anche se la storia di allora parlò di giustizia sommaria Su questo bambino morto a Bologna nei primi anni del fascismo si sa molto poco. Si sa come è morto, ma non si sa perché. Si sa moltissimo di suo padre, delle sue conoscenze “potenti”, della Bologna di allora e si sa qualcosa persino sugli intrighi più neri nel nero dei battibecchi familiari tra il fascismo agrario padano - tutto muscoli e virilità - e quello "normalizzatore" delle istituzioni. Ma di lui non si sa quasi nulla, e questo perché Anteo era, appunto, un bambino, un essere umano che ancora non aveva avuto tempo di lasciare una grande traccia di sé.
In internet, su questa storia triste del nostro paese, si trova molto sotto la ricerca Zamboni ed è importante, come sempre, non dimenticare. Però – come sempre più spesso accade – saranno i media a celebrare, con il consenso della classe politica e partitistica italiana, i proprio miti ed eroi. A seconda dell’interesse e della necessità del momento, saranno sempre i partigiani e le vittime delle barbarie comuniste a trovare spazio in televisione. Oggi, del compleanno del bambino Anteo, non ne parlerà nessuno. Sarà perché identificato come anarchico?
…ma può un bambino di 15 anni essere anarchico? What a fuc*!
Per quel che mi riguarda, buon compleanno Anteo! Una torta e una sola candelina, anche se nera, ci sarà sempre per illuminare il tuo birthday party!
Leggere qui/:/
http://marteau7927.wordpress.com/2012/10/31/anteo-zamboni-11-aprile-1911-31-ottobre-1926/
http://storiedimenticate.wordpress.com/2012/10/31/anteo-zamboni/
http://chiara-di-notte.blogspot.it/2009/12/la-vera-storia-di-anteo-zamboni.html#axzz2Q8q4iFHz
http://www.veneriocattani.it/cronaca.htm

Mi scuso con i ( pochi, ma sempre più in aumento ) lettori del blog per l'immagine cruenta. Ma, nel giorno del suo compleanno, Anteo ci ricorda che nessuno, per nessun motivo e per nessun fanatismo che degenra in odio, dovrebbe mai finire i proprio giorni - ancorhé bambino - adagiato su una sedia, martoriato da calci e pugni. Ucciso.
Love and Respect! Buon compleanno Anteo!
 


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