sabato 10 dicembre 2011

Super Marx is back again!

Non capita spesso che su questo blog parli di comics, nonostante me lo fossi ripromesso; ma i temi della rivolta, del punk e dell’involuzione della società ( Wowowowo! Che tono drammatico Joe!) hanno preso il sopravvento. Però, e c’è sempre un però, una bella copertina ha colpito la mia attenzione su internet. Sto parlando del secondo numero di The Communist Manifesto Illustrated [qui] . Stavo navigando cercando qualche riferimento al movimento Red Wedge inglese degli anni ottanta e – attraverso quelle magie chiamate links che solo internet sa fornirci – mi ritrovo sulla home page dei tipi della Red Quill Books.
La mission di questo combo editoriale è veramente punk orientated: Consciousness Raising, ovvero "consapevolezza" e poi ecology, tutto il materiale è quasi tutto digitale ed il processo creativo riduce al minimo l’utilizzo della carta e per ultimo Community. Il lettore può anche diventare parte della diffusione e della produzione culturale/artistica.
Insomma siamo tornati ad una sorta di Hippy-Zone degli anni settanta, Tutti fanno tutto e si partecipa tutti al processo di produzione e diffusione. Un concetto così left che non potevano che essere loro a produrre il Manifesto del Partito Comunista a fumetti.
Just have a look
A spectre is haunting Europe - the spectre of communism. All the powers of old Europe have entered into a holy alliance to exorcise this spectre: Pope and Tsar, Metternich and Guizot, French Radicals and German police-spies..."

"Non sono mai stato comunista, forse quando avevo 15/16 anni, quando essere "ribelli" e di Sinistra era abbastanza normale, ma la crisi "economica" e degli interessi "economici" che sta attarversando l'intera Europa in questi ultimi mesi non potrà che non rilanciare derive sinsitroide, che - alla pari del radicalismo di destra - non saranno mai la soluzione al "problema". LA soluzione siamo sempre noi, individui coscenti prima, cittadini responsabile ed esigenti dopo. La Società, anche quella "economica" è a nostra disposizione e non vice-versa. E che caz** George Orwell non avrà scritto quel capolavoro della Fattoria degli Animali per nulla! People Got the Power!

Fuc* rappresentatives, fight by yourself!

venerdì 9 dicembre 2011

Europa, Europei e Italiani

Ci apprestiamo ad un weekend di sacrifici, una mese d’inferno ed anni di austerity. E perché…beh, ce l’ha chiesto l’Europa e il Prof .Monti è lì per questo. Personalmente ho sempre avuto dei dubbi sulla mission del Professore e dei professoroni. Avevo la sensazione che “certa” Europa ci chiedesse un profilo meno nazionalista e più europeggiante. Perché? Leggete questo scritto di un giornalista americano sulla crisi europea.
Who's Responsible For the Euromess?

Non mi sarei mai aspettato una cosa del genere dai nostri maggiori giornali, la cui indipendenza, mai come in questi giorni, è trasparente come la credibilità della Sig.ra Markel; ma almeno qualcuno che gridasse allo scandalo! Come scandalosi erano i Bunga Bunga del passato. Macchè,popoli viola ne guzzanti's. Va tutto bene ora! Tre ore di scipero e l'omo campa!
…che tristezza questo paese, culla dei diritti fondamentali e della civiltà rappresentatita, paese che ha conosciuto momenti di rara civilità, in mano a burocrati fedeli all’investitore ed a tutela dell’investimento, che non della società civile che ha affrontato dittature, resistenze e aspri conflitti sociali per consentire a tutti di essere un po’ più liberi!

Guardate questa tabella qua sotto. Secondo voi c'è grande differenza tra il 4.05% dell'Italia ed il 3.80 della Francia ed il 3.76 della virtuosa Germania?




E adesso "studiate" anche la tabella qua sotto. Quali sono le banche più esposte in questa fase in Europa? Vediamo se indovinate.

..a me sembrano quelle tedesche e francesi. Ma chi paga? Beh, noi italiani.

martedì 6 dicembre 2011

Mai stato alla Bocconi, ma ci sono passato davanti diverse volte!



…non ho studiato alla Bocconi, ma ci sono passato davanti diverse volte quando vivevo a Milano. Forse per questo mi è rimasta questa capacita manageriale “alta”. La "manovra" che dovranno pagare tutti gli italiani è pesantissima ed ingiusta, non iniqua. Solo ingiusta. La classe politica la prima responsabile ed il Prof.Monti avrebbe dovuto ricordarlo nell’addossare un po’ a tutti i costi della “sopravvivenza”. Ed invece? Non c’è nessuna traccia della più grande riforma etica immaginabile. La “Non è ciò che volevo, non ti pago”. Quando ognuno di noi và in pizzeria e ordina una Margherita e di contro gli portano una funghi non cotta, la prima cosa che diciamo è; "non è quello che ti avevo chiesto" e poi aggiungiamo senza esitare "non ti pago".
Mi aspettavo una dimensione del genere dal Governo Monti; Governo figlio della resa dell’attuale classe politica. Così non è accaduto e i cattivi pizzettai verranno comunqe pagati. E che cifre!
Si chiamano "rimborsi elettorali" ma si tratta del caro vecchio "finanziamento pubblico ai partiti" ed è l'unico provvedimento importante di taglio ai costi della politica a non essere entrato nella manovra varata da Mario Monti (e con una serena certezza non farà parte neanche delle prossime). Il compenso che i partiti ricevono per il voto di ogni potenziale elettore - circa 5 euro a testa - sono il vero taglio che il nuovo governo dovrebbe decidere per dare il buon esempio. Vitalizi e numero dei parlamentari, infatti, sono poca cosa rispetto a quanto ricevono i partiti (anche quelli che non entrano in parlamento), ad ogni tornata elettorale.
Per rendersi conto del peso dei rimborsi elettorali sulle casse dello Stato, basti pensare che - secondo quanto hanno riportato Rizzo e Stella nel libro La Casta - nel 2006 sono stati versati ai partiti 200milioni 819mila 044 euro: 200.819.044 euro, per dirla in cifre. Cresciuti nel 2007 di altri tre milioni di euro. E tra il 2006 e il 2010, secondo quanto riportato in Gazzetta Ufficiale, queste sono state le cifre attribuite ai partiti:
- L'Ulivo: € 16.038.257,19
- Forza Italia: € 12.343.500,77
- Alleanza Nazionale: € 6.327.567,26
- UDC: € 3.524.482,27
- Partito della Rifondazione Comunista: € 2.996.963,20
- Lega Nord: € 2.351.496,03
- La Rosa nel Pugno - Laici Socialisti Liberali Radicali: € 1.331.743,18
- Italia dei Valori - Lista Di Pietro: € 1.204.570,63
- Partito dei Comunisti Italiani: € 1.188.490,19
- Federazione dei Verdi: € 1.054.973,62
- Popolari UDEUR: € 717.949,29
- Sudtiroler Volkspartei: € 323.324,68
- Autonomie Liberté Democratie: € 80.831,17
- L'Unione: € 366.169,73
Partiti che in molti casi alle ultime elezioni non sono neanche entrati in Parlamento o che - addirittura - hanno solo cambiato nome, come è avvenuto per L'Unione o Alleanza Nazionale. Ma non è tutto: nel 2006, infatti, l'allora governo Berlusconi decise che "in caso di scioglimento della Camere l'erogazione del rimborso è comunque effettuata". Come dire: rimborsi si sommano ai rimborsi.
Tra tanti tagli, dunque, ne manca uno che avrebbe permesso di risparmiare fin da subito diverse centinaia di milioni di euro. Il dubbio però è che il Parlamento non l'avrebbe mai votato…però voteranno per il congelamento dell’incremento Istat per le pensioni di chi ha veramente LAVORATO!
…Napoli al tavolo quattro!
Ma hanno ordinato tre suppli? Si arrabbieranno!
E chi se ne fraga! Qualcuno pagherà!

sabato 3 dicembre 2011

BeppeGrillo and my Blog


ULTIMA ORA folks!!!

...sembra incredibile. Lo stesso giorno, più o meno alla stessa ora. io e Beppegrillo.it abbiamo avuto la stessa intuizione. O forse la stesso disagio, stà di fatto che il suo post (qui) di ieri è - nei contenuti, off course - "simile al mio".

Questo passaggio, Confidano nella scarsa memoria degli italiani e nei giornalisti genuflessi, ci rimanda al mio invito di ieri ad uscire dal silenzio.

...è l'ennesima conferma che si può arrivare alla stessa Agorà, passando per strade diverse.

Welcome on board Grillo...

What a fuc* Ma'?

...nè ruby-Rubacuori, ne Bindi, neanche le Guzzanti (tutte su Rei3), nè la Minetti...ovviamente niente Gabbanelli o Garfagna. Insomma non abbiamo bisogno di tutte 'ste donne televisive. Belle o brutte che siano, ormai si sono consegnate alla virtuale apparenza, rinuncaindo alla grinta ed all'eccitazione della vera battaglia!
Giulia da Bastardo è ancora il mio "modello". Con cinque sorelle, durante la guerra, nella fredda e rurale campagna umbra ha mandato avanti una fattoria e salvato soldati inglesi dalla mattanza nazista. Senza lustrini e "tessere" agita ancora il suo bastone "nell'aria" pronta a protestare per le cose che "non vanno". Question Authority! What a fuc* Ma'?
...vecchi d'età, ma "nuovi" nel coraggio e nella voglia di "cambiare"!
Real punk, Without any doubt!


Cercate in giro questo libro Cindirella's Big Score. E' possibile tramite Amazon. Ecco le donne con le quali vorrei "perdermi". Cercate Hellions anche della stessa Maria Raha.
One-two-three...mmm...

venerdì 2 dicembre 2011

Let's Talk Message#1

Sono giorni cupi. Un po’ tristi, ma anche preoccupanti. La realtà come l’abbiamo sempre conosciuta destinata a cambiare. Il quotidiano, che dovrebbe essere di gioia, sta cambiando in un diffuso malessere; i prossimi giorni saranno sempre più grigi. Paura e preoccupazione prendono sempre più il posto della speranza e dell’ottimismo. Ci stringiamo sempre più su quello che abbiamo e non ci esaltiamo per ciò che “cerchiamo”. I nostri desideri, diventati impossibili sogni.
Abbiamo così tanta paura di perdere quel poco che ci è rimasto, che rinunciamo anche ad immaginare possibilità migliori. Oramai un po’ tutti ci dicono che dobbiamo fare sacrifici, dobbiamo prepararci a momenti di ristrettezze e disagi. Lavorare di più, rinunciare a benefit economici, in pensione a settant’anni. Pagare più tasse, senza se e senza ma. Tutti zitti e mosca. I nostri organi d’informazione ( sempre foraggiati dai Governi) acconsentono a questo silenzio e nell’indifferenza generale supportano questo nuovo regime tecno-buro-euro-bancocratico.
I popoli viola, art.21, Guzzanti’s ( tanto loro sono su Rai3), Santorini’s e Berlunger-Zarina vivono in un complice torpore. La classe politica ha accettato di disimpegnarsi e – al di là di frequentare salotti televisivi e talk show – ha completamente rinunciato all’obbligo (dovere) di rappresentanza popolare. Sindascsati e Confindustria distratti. Le banche "non pervenute".
Silenzio.
Silenzio.
…e noi? Anzi per noi? Cosa rimane?
Bhè non lo so, ma almeno parliamone. Non accettiamo di essere dei semplici individui passivi che neanche il più allarmato Orwell su 1984 più avrebbe mai immaginato potessero esistere.
Loro non ne voglio parlare? Noi si!
Let’s talk!

giovedì 1 dicembre 2011

Punk, l'Ultima rivoluzione? Please, one more split!



Anche se un po’ in ritardo, giro questa “preziosa” informazione: I tipo della Ono arte contemporanea (vero e proprio concept store dedicato all'arte in tutte le sue forme) organizzano a Bologna la mostra/evento Punk, l’ultima rivoluzione. Non so se sia veramente l’ultima, ma almeno è ancora in atto! One-two-three…gabba. Gabba, hey! Fuc* **f!
I protagonisti dell’esposizione sono quattro: un negozio in 430 King’s Road, Margaret Thatcher, il Giubileo datato 1977 della Regina Elisabetta e i Sex Pistols. Essi illustrano non solo la scena musicale Punk ma anche tutta la rivoluzione socio-culturale nata da ed intorno ad essa in soli tre anni, dal ’77 al ’80. Saranno infatti i protagonisti dell’epoca il fulcro centrale della mostra, il vero tema portante, condividendo con noi i loro racconti e le loro testimonianze.
La prima sezione è partita dal negozio di Malcom McLaren e Vivienne Westwood al 430 di King’s Road, che dopo vari cambiamenti di nomi divenne SEX. Dal 1977 si trasforma nella culla del movimento Punk, coinvolgendo creativi, grafici, artisti e musicisti. Ed è sempre qui che si formano i Sex Pistols, il gruppo creato da McLaren e Steve Jones (chitarrista) con a capo Johnny Rotten (alias John Lydon), Paul Cook (batterista) e Glen Matlock (bassista), sostituito nel 1977 da Sid Vicious, nonostante le sue limitate capacità di musicista. I Sex Pistols non durarono molto, i veri motivi dello scioglimento sono ancora oggi ignoti, a parte la morte di Sid Vicious per overdose, è ancora molta la confusione anche su chi manipolasse chi e su quali fossero le dinamiche che hanno spinto il movimento al di là della propria reale portata e dimensione, facendone un fenomeno mondiale che nasce e muore schiantandosi su se stesso in pochi mesi.




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