giovedì 1 dicembre 2011

Punk, l'Ultima rivoluzione? Please, one more split!



Anche se un po’ in ritardo, giro questa “preziosa” informazione: I tipo della Ono arte contemporanea (vero e proprio concept store dedicato all'arte in tutte le sue forme) organizzano a Bologna la mostra/evento Punk, l’ultima rivoluzione. Non so se sia veramente l’ultima, ma almeno è ancora in atto! One-two-three…gabba. Gabba, hey! Fuc* **f!
I protagonisti dell’esposizione sono quattro: un negozio in 430 King’s Road, Margaret Thatcher, il Giubileo datato 1977 della Regina Elisabetta e i Sex Pistols. Essi illustrano non solo la scena musicale Punk ma anche tutta la rivoluzione socio-culturale nata da ed intorno ad essa in soli tre anni, dal ’77 al ’80. Saranno infatti i protagonisti dell’epoca il fulcro centrale della mostra, il vero tema portante, condividendo con noi i loro racconti e le loro testimonianze.
La prima sezione è partita dal negozio di Malcom McLaren e Vivienne Westwood al 430 di King’s Road, che dopo vari cambiamenti di nomi divenne SEX. Dal 1977 si trasforma nella culla del movimento Punk, coinvolgendo creativi, grafici, artisti e musicisti. Ed è sempre qui che si formano i Sex Pistols, il gruppo creato da McLaren e Steve Jones (chitarrista) con a capo Johnny Rotten (alias John Lydon), Paul Cook (batterista) e Glen Matlock (bassista), sostituito nel 1977 da Sid Vicious, nonostante le sue limitate capacità di musicista. I Sex Pistols non durarono molto, i veri motivi dello scioglimento sono ancora oggi ignoti, a parte la morte di Sid Vicious per overdose, è ancora molta la confusione anche su chi manipolasse chi e su quali fossero le dinamiche che hanno spinto il movimento al di là della propria reale portata e dimensione, facendone un fenomeno mondiale che nasce e muore schiantandosi su se stesso in pochi mesi.




mercoledì 30 novembre 2011

The Technocrats' Coup

Ci risiamo! Bisogna andare un po’ in giro per il mondo per rendersi conto di cosa stia veramente accadendo in questi turbolenti giorni. Affidarsi alla stampa ed ai media italiani è da stupidi ed incoscienti. Come i Somari di Collodi, sono ancora nella fase post-sbornia del post-Belusconi. Si sveglieranno? E chi lo sa. Ma intanto ci stanno mangiando in testa e loro sono “contenti”. Sono dei somari, cosa possiamo aspettarci!
Mi trovavo a Dublino e ho partecipato, più per caso che per convinzione, ad una manifestazione organizzata dagli Irish Unions contro l’invadenza delle Banche nelle politiche sociali del paese. Molti giovani protestavano sostanzialmente perché non volevano che le banche, responsabili secondo loro [ ma non solo secondo loro] dell’uccisione della Celtic Tiger orientassero le politiche del paese, e tra i tanti slogan uno mi ha colpito: we are not Italy!
Parlando con dei manifestanti, appena ho detto loro di essere italiano, mi hanno subito manifestato la loro solidarietà e invitati a farmi capire cosa sapessero del nostro paese, beh…la risposta fù illuminate. Provo a sintetizzarla così. Dopo quello che è successo in Egitto, Tunisia e Libia, dove migliaia di giovani hanno combattuto per allontanare i burocrati figli dei regimi per una maggiore rappresentanza popolare, in Italia ed in Grecia e – a sentire “loro”, tra poco anche in Spagna -, i paesi padri della civiltà moderna, si sta rinunciando a tutto questo per preservare gli interessi degli “investitori” e dei “mercati”? Ma siete matti? Vi affidate ad dei gerarco-tecnici?
Concetto semplice, ma illuminate. Abbiamo una classe politica che si è arresa alle Banche e che, in maniera del tutto indecente, si prepara a supportare un massacro della nostra Società Civile nell’interesse della BCE.
Sarò populista, magari anche un po’ incompetente – certo che se i competenti erano i grandi soloni dell’economia mondiale, tutti ancora lì, allora è tutto da ridiscutere -, e forse un po’ folle, ma credo che tutti dovrebbero opporsi con forza a quanto avvenuto da noi, nella civile Italia.
Com’è possibile rinunciare al mandato popolare nell’interesse delle persone, per un mandato tecno-economico nell’interesse degli “investitori”? Il mercato, come le Banche, come le richezze che custodiscono, sono e devono essere a disposizione della Società Civile e non vive-versa. Una società Civile a disposizione dei capitali non genera una nuova forma di schiavitù? Lavorare di più, pagati di meno, con garanzie ridotte all’osso per “guadagnarci la fiducia dei mercati”? What a fuck”
..e c’è chi mi domanda ancora coma faccia ad essere punk! It is what they want! Make me upset!
Ovviamente, come detto sopra, i Media di mezzo mondo sono molto preoccupati per questa deriva negazionista della rappresentanza civile, ma da noi Repubblica e il Corriere della Sera sono molo contenti.
Che ve devo dì…per chi parla un po’ l’inglese leggete questo articolo trato da The Spectator. Vi fate un idea diversa e più intelligente delle sciochezze dei nostri giornali ( pagati comunqe da qualsiasi Governo in charge!)
‘Technocrats?’ said my husband, turning his face from the television and the latest news from Italy, looking at me for a change, and putting his whisky glass down in puzzlement. ‘Aren’t those the chaps who helped Franco out?’

martedì 29 novembre 2011

Iconografia Anarchica#1



"Grafica Nera è un progetto artistico di ispirazione anarchica e anti-autoritaria, il nostro obbiettivo è arricchire la diffusione cartacea e digitale del pensiero libertario realizzando grafiche di nostra iniziativa e anche su proposta di attivist*. Le nostre produzioni spaziano tra opuscoli, flyer, poster, manualetti, loghi, copertine per dischi e libri, vignette satiriche, fumetti, immagini per serigrafie, piccole animazioni digitali e tante altre cose… Crediamo nella forza comunicativa dell’immagine e intendiamo servirci di questa potenzialità per fare il solletico alla gente rassegnata a questo mondo senza armonia e a corto di gioia. In poche parole, vogliamo spargere iconoclastia con le nostre icone".
Graficanera è un ottimo blog curato da chi nessuno sa chi sia e rimane un fantasma del variagato modo della alternative-graphics. Nel sito ci sono alcuni dei lavori grafici di questo misterioso personaggio, ma anche poster, flyer e opuscoli da lui appositamente tradotti ed illustrati, come quello, davvero interessante e soprattutto attuale, su anarchia e alcool ("...per un mondo di incanto, o di anarcoolismo?...”). Il nostro mister x è molto disponibile e collaborativo, ma anche decisamente bravo, quindi non abbiate riserve a contattarlo per qualsiasi progetto di attivismo civile.
E mi raccomando rispettate la no-copyright philosofy che c’è dietro questo patrimonio di imamgini!

mercoledì 23 novembre 2011

Party's over...EU go back!

Dopo un lungo silenzio si ritorna alla batteria. Per fare un po’ di casino, ma per un po’ saremo di nuovo silenti. Il blog si sta aggiornando, e – seguendo l’evoluzione dell’host – anche migliorando la capacità di essere non solo un contenitore di idee ( per ora le mie, ma in futuro, chissa…), ma anche un service per tutti coloro che, immagino come me, provino un forte disagio per questa imperializzazione europeista del nostro paese latino.
Dopo il post-Berlusconi’s party, ci sveglieremo tutti un pò somari. Così come Lucignolo e Pinocchio non erano consapevoli di chi, e del perché, c’era tanta generosità e disponibilità [edonistica] nei loro confronti, anche molti di coloro che festeggiavano la notte dell’addio di Berlusconi un giorno capiranno che il “siamo nel baratro” di 10 giorni fa di una allarmatissima Marcegaglia, ora più serena e tranquilla, era funzionale a qualcuno. Chi?
Un Governo, anche se tecnico, che nasce con l'intenzione di "rasserenare i mercati e gli invnestitori" la dice lunga sul suo core-bussiness. Mercati, non civiltà. Soldi, non società. What a shame!
Mi piace la copertina dell’ultimo numero di MotherJones, dove uno Zio Sam ( e tutti i principi e valori amerikani che da sempre l’icona Uncle Sam rappresenta nel mondo) viene affogato in una misera vasca ( diritti?) da burocrati in nero (Commissione europea?).
Take care my friends!

mercoledì 28 settembre 2011

...ultimo reato? E la mela di Eva? chi l'ha rubata?



Che noia! In giro un po’ qua e un po’ là per tornare in Italia e ritrovarci con la stessa ossessione di sempre. Berlusconi! Ormai Berlusconi è una parola che trascende l’individuo, ha raggiunto un valore, per alcuni mistico, per altri l’incarnazione del male. Un paese berlusconizzato e meno di un paese sotto il giogo fascista o Comunista; è un paese che non ha più un popolo, ma una proiezione di un individuo, con tutti i suoi valori, sul popolo stesso. 1984 al confronto è nulla. Il Grande fratello è un concetto assoluto, che, benché amministrato da individui, andava oltre una visione individuale. La Società civile si permeava su un pensiero assolutista ( Secondo Orwell il Comunismo) e i gerarchi ne custodivano il valore. Ma il berlusconismo è niente. E’ il niente assoluto. L’assenza di un qualsiasi pensiero sociale che sappia sconfiggere questa visione becera e minima della nostra Società.

Che va detto per inciso NON è così.
Un recente post di Beppegrillo.it sembra convergere su un mio vecchio pensiero. Meglio tardi che mai. Ovvero che il Berlusconismo serve, in primis, a chi da questo fenomeno ne trae vantaggio. Quei bigotti di Repubblica per primi; dalla libertà sessuale al silicio. Poverini, ridotti a vivere la sessualità degli altri…bah, poi i Travagli ( quanti libri e programmi televisivi), poi i guzzanti-3-guzzanti, il Popolo Viola, MicroMega, La7 ( che tristezza l’intervista della Gruber a Scalfari, mancava solo che le portasse il tè con le orecchie), ma mille altri…DiPietroEstate, il stòalcentroseilcentrosispostaadestramasevaasinistrailcentroèmenocentrico ( indovinate di chi parlo?). Insomma il berlusconismo è alimentato NON dai finti liberali della destra, sempre più conservatrice e meno liberista, ma dagli anti, poiché il giorno che Berlusconi non sarà presente più nella scena pubblica…di cosa parleranno? E ovviamente da cosa sarà illuminata la loro vis polemica?
Che noia e che tristezza!
PS. Non è vero, come dicono i tipi di Repubblica che è l’ultimo reato che gli mancava. C’è ancora l’omicidio di Cristo, la Corruzione di Ponzio Pilato, il furto della salma del figlio di Dio, la mancata fatturazione all’ultima cena…ai voglia quanti en sono rimasti…ma, non ditelo al Direttore di Repubblica, se no…
Wake up boys!

martedì 13 settembre 2011

11 settembre+2=memoria corta!



Undici settembre, più due. Solo per “riparlare” di una ricorrenza importante per il nostro [moderno] mondo alla luce delle celebrazioni post-evento. Poco male. Nelle ultime 48 ore saranno state scritte biliardi di parole e le televisioni avranno mostrato le stesse immagini ( ormai anch’esse globali) per centinaia di ore! Dal Gabon, all’Estonia per pochi minuti ci siamo sentiti ( come si usa dire) Americani. Anche qui, poco male.
Già oggi però, tutto questo appartiene al passato, e sono trascorse solo pochissime ore! Un evento globale, un momento così drammatico, una pietra angolare della storia della nostra società moderna che si è consumata in una manciata di ore! Dallo speciale di Porta a Porta, agli applausi a Bush, passando per i soliti “complottasti”, la nostra americanità è già volata via. E si ritorna Italiani, ovvero micro-Italiani, soggetti da una visione così limitata da esaltarci o deprimere ( dipende dal nostro punto di vista!) da una visione da “buco della serratura” dei comportamenti dei nostri (?) Leaders.
Vorrei che anche oggi, ma anche per la prossima settimana. E perché no, per sempre! Si possa essere non americani, ma italiani. Immaginare, in un momento come questo, dove le identità nazionali sono sotto pressione – e non solo da interessi economici -, ma anche dagli stessi cittadini che si sentono disorientati di fronte un nemico invisibile come “lo speculatore”, di vivere un po’ sana italianità, non solo non sarebbe male, ma anche "salutare".
…ma resta un illusione! Dopo 48 ore il circo italico rimete in scena i soliti “numeri”: il domatore imbolsito contro il leone spelacchiato, le ballerine vecchie, gli "audaci" trapezisti da 55 cm…e ovviamente i pagliacci! Tanti, variopinti, Liber-Bozo, Comunst-Clown, Catt-pagliaccio e altri.
…ancora una volta l’esortazione è per i giovani! Uscite dal Circo! Non è questione “meglio questo” o “peggio quello”, ma è il Circo che è alla fine e se non abbandonate, lo spettacolo andrà avanti, aimè, all’infinito!
Rise up my boys!
PS. Ho cercato on-line un immagine identificativa del nostro paese, sul modello di quella usata per questo post (yankee), ma è incredibile – e non mi sorprendo -, l’immagine più “identificativa” del nostro essere è pulcinella! Servo di due padroni!

martedì 6 settembre 2011

Tre Kennedy e un Pettini, what else we may need?



Questi sono giorni di particolare tensione un po’ ovunque nel mondo. L’area del mediterraneo insegue improbabili libertà e non riesce a scovare uno-dei-tanti dittatori in fuga nel deserto. Quando ci esaltiamo perché riusciamo a scovare il “cattivo” in un bunker di Berlino, piuttosto che nascosto in una buca vicino Bagdad; oppure in pieno relax tra video porno e mistiche preghiere nel cuore del medio oriente, non ci domandiamo com’è possibile che non hanno nome gli “speculatori” che attentano al nostro quotidiano, così come lo conosciamo.
C’è qualcosa che non quadra! Poi quando vedo che a raccomandarci più austerità sono gli stessi individui che in Europa ci spingevano a crescere (attraverso i consumi!)…beh! C’è davvero qualcosa che non va!
Tutto il mondo produttivo conosce il sistema “di-produzione” del mondo cinesizzato; ovvero un mondo che ha sempre privilegiato l’economia del fatturato rispetto agli standard minimi di garanzia del lavoratore. Magnati e grandi-e-illuminati industriali italiani si stupiscono ora di questa crisi dei mercati e del fatto che il drago cinese abbia comprato molto del nostro del debito pubblico!
E’ un po’ come preoccuparsi della crescita del leone domestico e del fatto che ora abbia fame e “attenta” ai nostri figli, dopo averlo cresciuto a pane e bistecche!
Ma non è questo l’aspetto più sconfortante, ma piuttosto – e ancora una volta! – c’è qualcuno che si propone come risolutore del problema. Dei Montezemolo e Profumo credo sia stato scritto abbastanza. Dell’inerzia della nostra classe politica non c’è bisogno di scrivere nulla. Così come degli istituti di garanzia che la società civile ci fornisce: la stampa (prezzolata) i sindacati (politicizzati), l’associazionismo ( fine a se stesso!)…che dire di certi intellettuali “liberi”…bah! No more Guzzanti please!
…però, già c’è un però!
Dobbiamo ricominciare ad affidarci alle nostre convinzioni, alla capacità che da sempre la società civile sa manifestare. Cosa intendo? Semplice. Anche se non amo Beppe Grillo, dobbiamo ripartire dalle 350.000 firme raccolte dal Grillo. In qualche modo qualcuno è stato capace – ancora una volta – di raccogliere l’impegno di ognuno di noi e “strutturato”! Ora la forze della contro-parte è che anche essa è strutturata e ha nella sua genia la capacità di contrapporsi. Infatti il Movimento “5 stelle” diventa partito e si perde nel mare delle percentuali. Però…come detto, c’è un però, le trecentocinquantamila firme sono lì. Noi siamo li e se solo riuscissimo a trovare un leader verso il quale guardare, ancora una volta, potremmo ritornare a essere anche più numerosi.
Destrutturarsi è la parola chiave: di fronte ad una società globale che ha costruito una propria identità su termini come network, globale, mercato comune, moneta unica, la capacità di ritornare individui, di relazionarci con il nostro prossimo più immediato, con una realtà territoriale circoscritta ad un chilometro è – secondo me la strada maestra -, come si diceva negli anni settanta think globally, act locally!
…mi sembra un discorso di chi stà per scendere in campo!
Cordero! Profumo!...e tutti voi! 'mo so caz**!!
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...