venerdì 5 novembre 2010

ZART ART!



L'autoproduzione è da sempre un mio "pallino". Quando nel 1977 il fenomeno punk esplose ed implose, lasciò dietro di se molte polemiche e poche convinzioni, però, una su tutte: se si vuole abbattere il sistema bisogna farlo da dentro, a cominciare dal sistema-mercato. Ed ecco che fiorirono centinaia di etichette indipendente, fenomeni cone Rough Trade e il Do It By Yourself movement. Cito spesso l'apice di questo movimento, cioè il fenomeno CRASS, ma - come detto- era solo la punta di un'enorme montagna (volutamente) sommersa che per decenni ha fatto circolare le proprie idee in modo veramente libero, evitando ogni forma di mercimonio. Era un cosa corretta? Non lo so...sarebbe esistito Pasolini senza Garzanti?...non ho le idee chiare su questo punto, però mi affascinava, e mi affascina ancora l'idea di una vera e solida libertà a nostra disposizione, se la vogliamo...e ciò alla faccia dei piagnoni dei Santori, Guzzanti-3-Guzzanti e altri soloni dal lamento (superficiale) facile, che "barattono" il valore della libertà con la loro capacità di lucrarci sopra.
Una prova provata di questa libertà espressiva sono i tipi della ZART Edizioni Liberi che si presentano sul mercato con una prerogativa unica: l'unicità delle loro opere, non i termini di proposta culturale, ma di vero e proprio prodotto. I loro fumetti sono stampati anche in copie uniche e questo gli da un valore di unicità di prodotto che li avvicina più al mondo dell'arte che non del comics, che - per sua natur -è un prodotto di commercio.
Ma questo non vuol dire che non sia "artistico"!

lunedì 1 novembre 2010

Obama's [iced] Tea


Siamo arrivati alle elezioni di midtime in Amerika e l'entusiasmo post-Obama già scemato, e questo in poco meno di due anni. Da una celebrazione mondiale ( premio Nobel per la Pace compreso!) ad una (prossima) mezza disfatta in arrivo. Perchè non importa se siano i Democratici o i Repubblicani a vincereo meno questa tornata elettorale, la cosa più importante è che si è spento il "sogno americano" legato al Presidente progressista. Un nero al "governo del mondo" è stato un bel sogno, ma...
Ma questo è il punto: l'America è si il paese dei sogni realizzabili, ma alla base ha quel pragmatismo che fa si che gli stessi sogni diventino realtà, e lo fà con quei meccanismi che lo stesso Obama stà cercando di demolire.
La l
ibertà americana è basata sull'individualismo, e - che piaccia o meno - è quell'elemento in più che rende la società americana più libera di quella europea. In America il cittadino americano è al centro della Società e la politica ne asseconda i desideri, le ambizioni e lo incoraggia. In Europa è l'inverso: la politica ( con le sue "Istituzioni" ) cerca di guidare, assecondare e indirizzare la vita dei suoi cittadini.
In Italia questa invadenza è ancora più pressante e becera. Provate a pensare all'idea di un "Governo tecnico" che aleggia sulle nostre teste. Cioè, "loro" decidono che a governare non va più chi è stato scelto dal popolo, ma può anche andare chi è scelto dai partiti! E ciò nell'interesse dell'Istituzione, non ei cittadini!
PS: Obama perderà, e perderà male. Ma la preoccupazione peggiore è che dopo la delusione di un sogno infranto, subentra la frustazione e, spesso, anche il rancore.
Keep on eye on!

venerdì 29 ottobre 2010

PPP goes Yankee

Che io consideri PPP uno degli ultimi pensatori di questo secolo, meglio forse dire di quello passato, è del tutto irrelevante, ma quando anche in Amerika cominciano a sottolineare la natura innovativa ed audace di questo libero scrittore la cosa non può non che farmi paicere. E per due semplici motivi; il primo, l'ho detto, per me Pasolini è un cicerone moderno che - sin dagli anni cinquantas - ha utilizzato la retorica della grammatica italiana per incorniciare l'ipocrisia della società moderna di allora ( ma attuale anche oraq poichè era ed è il moderismo a essere questionato), il secondo perchè è nel pragmatismo americo, privo di lirica, che l'opera Pasoliniana si è sempre scontrata. E non a caso ancora oggi PPP è considerato un autore minore, di culto, tra i colleghi europei.

Ecco consa ne pensano gli amici di City Light Press/:/
Pier Paolo Pasolini (1922-1975) was a major cultural figure in post-WW2 Italy, well known as a poet, novelist, communist intellectual, and filmmaker. In Danger is the first anthology in English devoted to his political and literary essays, and includes a generous selection of his poetry.Translated by several hands, including Hirschman and well-known rocker Jonathan Richman, In Danger is essential reading for anyone interested in Pasolini's brave lyricism and critical insight.
Enjoy!

giovedì 28 ottobre 2010

Diritti & Dritti#1

Questo breve video del Comitato Internazionale della Croce Rossa solo per sensibilizzare sul tema dei "prigionieri" o di quegli individui, sempre di più nel mondo, che vivono in una condizione di libertà limitata o controllata. Dall'Africa più scura, al Medio-Oriente più greve, migliaia di persone ogni mattina non sanno se faranno ritorno nelle proprie case o rivedranno più membri della propria famiglia. Scompariranno in austere e misere prigioni senza nessun diritto di difesa o replica.

Quando nel nostro paese sento che ci si lamenta per una "dittatura" mi indigno per la banalizzazione di una parola che, nella sua essenza, ha da sempre generato [vera] sofferenza e tristezza.

Un pò di rispetto please!

sabato 23 ottobre 2010

Dear Diane!

Diane di Prima è nata a Brooklyn, New York, americana di seconda generazione poichè di origini italiane [suo nonno, Domenico Mallozzi, fù un attivista anarchico], iniziò a scrivere all'età di sette anni e nella prima adolescenza maturò la ferma decisione di vivere come un poeta la sua vita futura.
Ha vissuto a Manhattan per molti anni, dove cominciò – e si affermò - come la più importante scrittreice dell'allora nascente movimento Beat americano, specialmente dell’aerea East Cost. Durante quel tempo ha co-fondato il New York Poets Theatre e fondò la Poets Press, che ha pubblicò – con una capacità visionaria e audace - il lavoro di molti nuovi scrittori del periodo. Insieme con Amiri Baraka (LeRoi Jones) curò la newsletter letteraria The Floating Bear. Nel 1965 si trasferì a upstate New York, dove ha condiviso con la Comunità di Millbrook dello “psichedelico” dottor Timothy Leary ogni forma di lisergia possibile.
Negli ultimi venti anni ha vissuto e lavorato nel nord della California, dove prese parte alle attività politiche e "rivoltose" dei Diggers, per poi ritirarsi, verso la fine degli anni sessanta, in una comune, dove studiò Buddismo Zen, sanscrito e alchimia.
Dal 1980 al 1986 ha insegnato le “tradizioni” esoteriche ed ermetici nella poesia contemporanea e anche se per un periodò breve, il programma didattico fù significativo, tanto chè il suo lavoro è stato tradotto in oltre venti lingue.
Ora vive e lavora a San Francisco, dove, dopo aver co-fondato il San Francisco Institute of Magical and Healing Arts, vi si dedica all'insegnamento. Senza tuttavia trascurare nè la poesia, né la narrativa legata anche al suo contributo storico sul movimento beat americano.

Perchè questo post su una (semisconosciuta) poetessa beat americana? Forse per ricordare ancora una volta come l'attrito che spesso determina una "diversità" culturale nelle politiche di integrazione, genera - a volte - intuizioni magiche e sensibilmente poetiche. Molti autori della beat generation sono si amerikani, ma di seconda e terza generazione. Questo non cambia il fatto che il movimento beat sia una "cosa" solo-ed-esclusivamente americana, ma il contributo che i non americani hanno apportato rilevante...o no?
Just think about!

giovedì 21 ottobre 2010

Punx a Roma - Anti You

Non è certo questo Blog uno spazio per recensioni tou-court, ma quando emerge qualcosa di interessante dal sottobosco della società ordinaria e ordinata credo che valga al pena condividerlo. E’ il caso degli Anti You di Roma. Gruppo capitolino dedito ad un nu HC veloce e stronzo ( sorry! Ma l’epiteto è in questo caso significativo!), una sorta di Supergruppo romano che annovera tra le sue fila membri di storiche band ancora attive e non, come Semprefreski, Threat of Riot, This Side Up, Die!, Comrades e Flu!, e che ha ormai diversi seveninch in giro e un CD per i tipi della S.O.A. Records niene male.
Suono stile HC americano ma con una particolare attenzione alle qualità delle registrazioni, il CD making your life miserable è registrato in modo eccellente per essere un disco punk e brani tipo il primo mi ricordano i primi Bad Brains. Cercateli in giro, suonano spesso dal vivo e ovunque e – oltre ai loro CD – procuratevi le magliette; il loro grafico è un must! Le copertine dei loro dischi sono identificabilissime e – alla lontana, ma sempre in modo originale – sembrano seguire la linea di Raymond Pettibon e dei dischi dei Black Flag o della SST in generale.
Enjoy Hard Core and live life!

mercoledì 20 ottobre 2010

Sinistra [americana] vs Destra [europea]

Ancora una volta dall’America arriva un esempio di giornalismo orientato politicamente, ma corretto e non pettegolo. In un paese liberale e liberista è normale che esista un attivismo anti-reazionario. La società americana, sono consapevole che potrebbe sembrare un semplificazione, è orientata sulla solidità di un certo conservatorismo, e questo sia di destra che di sinistra, ma è all’interno di questa struttura conservatrice eliberista solidamente strutturata che trovano spazio i vari Noam Chomsky, Henry Rollins, Howard Zinn e i movimenti [veramente] radicali e un’informazione libera e "americanamente" indipendente. Tra queste riviste come Mother Jones, The Proggressive a sinistra e The American Prospct e – forse, ma non è facile identificarne l’appartenza alla luce di un pragmatismo sfacciato – The American Interest.
Una flora editoriale impensabile nel nostro paese dove tutta, e ribadisco tutta! – l’informazione italiana è politicamente orientata. Su questa linea si sviluppa anche il progetto comunicativo dell’emittenza pubblica. In Italia tutti sanno, sin dalla nascita, che il primo canale RAI è governativo, il secondo laico di opposizione e RAI Tre comunista. Da sempre! Si nasce con questa convinzione e guai a dire che le notizie sono politicamente orientante i piagnoni del vecchio sistema grideranno alla censura. Nei nostri canali pubblici soggetti come Santoro, Vespa, Fazio, Dandini vanno in onda da vent’anni…e forse più. Ma chiunque ipotizzasse un naturale ricambio generazionale verrebbe accusato di essere un becero censore.
Due generazioni di giovani giornalisti, intellettuali, pensatori con idee cresciute e sviluppate magari nei Centri Sociali di Destra e Sinistra, dei NetWork autonomi e autogestiti, nelle fanzine universitarie e nei blog, completamente annientate da chi? Da “vecchi” cultori di un conservatorismo che tutela solo loro stessi, i loro interessi e gli interessi della “loro” parte. Non certo la libera informazione.
Are U free? Really Free?
Su Dissident ( un’altra bella rivista leftwing americana) una interessante critica alla destra europea ( in parte condivisibile…ma in parte!) ci mostra come si possa ancora dare spazio ad una visione che mette l’idea della politica alla base della critica e non le case ad Antigua o Montecarlo, e meno che mai la finta censura dei soloni da venti milioni di euro! U know what I mean?
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...