venerdì 28 maggio 2010

...sale, pepe & America

Se c’è una cosa che mi fa arrabbiare è la nostra abitudine a citare l’America come esempio; mi riferisco all’intervento di un importante giornalista di Repubblica ieri sera nella trasmissione AnnoZero. Ieri, giornata pigra, ho fatto un overdose di televisione ( come detto non mi dispiace questo media ) e ho zappato un po’ a destra e manca. E un occhio allo show del censurato Santoro l’ho buttato. Solita saccenza, solita noia e visione faziosa del programma, ma questo è il body dello show. Prendere o lasciare! Comunque anche ieri un tema nuovo, la “censura” nel nostro paese e [come promesso] non entro più in merito alla bizzaria del censurato-da-diecimilioni-di-euro paladino della libertà di stampa, ma mi interessa fare due ragionamenti sull’intervento del (noto) giornalista in diretta dagli USA.
Lo stesso evidenziava come sarebbe stato impossibile in America provare a chiudere la bocca alla stampa, poiché è nella genesi dei padri fondatori inserire un così forte strumento di controllo, di contrappeso, nel sistema civile americano; ovvero la libertà di stampa.
Sono d’accordo, super d’accordo però vorrei fare una domanda? L’editoria America percepisci contributi dal Governo (Censore)? Non credo, anzi sono certo di no. Sono sicuro che non sarebbe “credibile” nessuna minaccia di censura per un giornale, programma tv o gruppo editoriale che percepisce contributi economici dal Governo. Anzì, ciò sembrerebbe stampa di regime. Un esempio, il quotidiano L’Unità, ex organo dei Democratici di sinistra, ha ricevuto dallo stato 6.377.209 euro per l’anno 2007. E’ difficile parlare di “bavaglio” in scenari del genere, ridicolo citare l’America.
Sono sempre più convinto che a furia di gridare al lupo, al lupo…un giorno avremmo una forma di “silenziatore” d’idee nuova, ma nessuno serio organo di stampa in grado di affrontare questa nuova battaglia civile.

martedì 25 maggio 2010

Una Coca light a Santo Stefano Belbo

Un viaggio di lavoro nelle belle Langhe è stata anche l’occasione per pagare un vecchio tributo e rendere omaggio alla tomba di Cesare Pavese nel cimitero comunale di Santo Stefano Belbo, suo paese natale. Nonostante considero Pavese uno scrittore importante per la tradizione intellettuale-rurale del nostro paese ( e ciò sebbene la sua lunga esperienza americana avrebbe dovuto avviarlo verso una cultura più pre-poular industrale ), non l’ho mai particolarmente amato nella lirica, preferendo la asciutta prosa di Pasolini ( anch’egli un critico nei confronti di una generalistica modernità del nostro paese ) alle sue visioni nostalgiche. Ma tant’è ed è solo questioni di gusti, mentre fuori questione è il ruolo che Cesare Pavesa ha assunto nella tracciabilità della nostra storia culturale: un gigante.
Tuttavia così non sembrerebbe a vedere la sua Tomba. Sciatta e scarna. Una citazione un po’ banale su una “pietra di Langa” sembra essere più che sufficiente per l’amministrazione comunale di Santo Stefano Belbo a rendere omaggio al probo cittadino. Niente di più, molto di meno! Si entra nel cimitero e sulla sinistra compare questo anonimo monolite. Un mazzo di fiori dentro un vasetto in plastica bruno e un lumino – anch’esso in plastica rossa, molto cheap!- ci mandano un misero segnale. Poi l’incamminarsi verso una fatiscente – ma all’origine superba - struttura bianca che ospita vecchie tombe di famiglia che fa il “resto”. L’iniziale sensazione di disagio per l’abbandono delle spoglie dello scrittore diventa enorme. E la sensazione di irriconoscenza della cittadina langhetta anche antipatica.
Non sono un cultore di personalità, ma non può non venirmi subito in mente la tomba di Eduardo de Filippo al Verano di Roma o lo stesso monumento alla morte di Pasolini all’Idroscalo. Morti e sepolti, certo, ma vivi nella giusta riconoscenza di chi – consapevolmente – deve a tutti questi personaggi importanti la grandezza della nostra storia e la qualità del nostro quotidiano intellettuale.


sabato 22 maggio 2010

10 [noiose] cose che non so di me

Invidio un pò il mio amico Luca e il suo frequentatissimo e ben fatto blog [ http://www.cyberluke2008.blogspot.com/ ]. Ogni tanto tira fuori un post con “le 10 più belle canzoni” oppure “ i 10 films che hanno cambiato la mia vita” e anche “le 10 più belle donne”. Fermo restando che ho sempre pensato mache caz**glene fregaaglialtri però, devo essere onesto, lo trovo divertente. E – almeno a lui – i naviganti di internet danno ascolto.
Anche se questo gioco è più utile a noi stessi per capire da dove veniamo, la recente ristampa di un bellissimo album dei Rolling Stones mi ha fatto tornare in mente quanto tempo è passato e come sono cambiato. Cambiato grazie chi o cosa? Sicuramente le mie esperienze privati, i miei insuccessi familiari e i buoni risultati professionali, la mia famiglia, i mei (pochi, ma buoni) amici, ma anche “certe” letture e “certi” ascolti…so, lets start with the 10 most important things in my life…but who bother?
Sicuramente un posto d’onore il libro di George Orwell Senza un soldo a Parigi e Londra, prima efficace lettura sul tema degli ultimi e gli ultimi tra gli ultimi. Anche La strada di Wigan Pier è stato “coinvolgente”: Socialismo allo stato puro. Pirsig e il suo Zen e l’arte della Manutenzione della motocicletta ancora oggi un libro-in-fase di lettura ( siamo alla settima volta!).
Pier Paolo Pasolini è un tributo che va pagato a l’ultimo grande pensatore del novecento, così come Richard Brautigan e un po’ tutta le beat generation… anche Timothy Leary ha aperto nuove porte su territori ampi e assolati, quelle che il minimalista Cesare Pavese aveva quasi socchiuso ricreando spazi e tempi intimistici, ma cupi. E poi...chi altri...
…avevo detto dieci, ma penso che bastino così…mi sono annoiati io a pensarle e a scriverle, figuriamoci che le deve leggere tra i miei ( pochi ) lettori. Alla prossima con qualche musicista bizzarro e divertente.
Think for yourself, and enjoy your stay free.

venerdì 21 maggio 2010

Censurati & Censurandi#2

Giuro che non ci torno più sopra, ma quello che è successo ieri in tv è stato esilerante. Mi spiego. Lo stra-censurato Santoro, il vessato da media e vittima dell'editto bulgaro per cui è andato a fare il Parlamentare europeo, quasto Santoro, ieri ha chiesto formalmente di chiedergli di rimanere in RAI ( invece di accettare un lauto contratto e una più che buona buonuscita dall'azienda pubblica). Santoro spara su Rai, partiti e giornali. “ Se volete che resti chiedetelo”, cito la pagina web della Repubblica.it così non possono esserci equivoci. “Se volete che resti chiedetemelo”? Ma siamo matti?
Questo è il regime, la censura, l'attacco alla libertà di stampa dalla quale si è difeso Santoro ( e i suoi “sodali”)? Ma scherziamo?
Vi rifaccio la stessa scena però retrodata: Cesare Pavese che prima di essere inviato al confine chiede a Mussolini, “ Se vuoi che resto, chiedimelo”. Rendo l'idea. Roba da matti!
La censura, quella vera, è una cosa che non si può banalizzare per interessi di share o di contratti.
Persone vere e vive giacciono in prigioni da decenni per essersi battuti contro veri regimi e queste banalizzazioni italiane non gli rendono giustizia, anzi li umiliano ancora. Sarà che mia madre mi ha insegnato che a furia di gridare al lupo, al lupo...

giovedì 20 maggio 2010

[Old] Punk not Hippy


La mia collega ed amica Letizia recentemente mi ha chiesto, leggendo alcuni post, “ma dove li prendi tutti ‘sti gruppi punk italiani? Io non li ho mai sentiti prima! Dove li andavi a trovare?”. Beh, all’inizio ho sorriso, poi argomentato sciorinando una cultura italo-punk invidiabile…ma poi, ci ho pensato un po’ e mi sono chiesto ma perché mi sono fermato? Sono rimasto all’HC degli anni ’80 e checaz**!.
Credo che con gli anni ho perso quella curiosità che era alla base della mia trasgressione quando ero più giovane. Sostanzialmente l’età ti toglie molto in termini di curiosità, ma aggiunge tantissimo sul lato pragmatismo ed esperienza. C’è sicuramente più qualità nella mia musica ora, ma decisamente meno voglia di perdermi nella grande rete delle distribuzione punk digitale.
Non ho cambiato la mia attitudine, sono e rimango un giovane punk-orientated, ma non ho più interesse sul modo di manifestarsi di questo Movimento. Anzi, come ogni vecchio, sono molto critico verso quei gruppi punk che invadono MTV, sono rimasto all’ortodossia dei Fugazi, Crass, Agnostic Front, Black Flag, Franti e altri ( pochi altri ).
In una intervista su Punk: Attitude [un bellissimo DVD disponibile a prezzi stracciati via amazon.co.uk ] John Cale spiega benissimo la differenza tra Sex Pistols e Clash. Più o meno questa è la citazione: Sex Pistols were yelling, Clash were questioning! Ho trattenuto l’attitudine questioning, lasciando alle spalle lo strillare fine a se stesso, che tanto è vitale quando sei giovane, ma molto meno con l’arrivo dei capelli bianchi.
...but white or not my hairs are still there and this is my scene!
Keep on, Keepin’on Fellà!

mercoledì 19 maggio 2010

Censori & Censurandi

Ritorno brevemente sulla “questione censura” nel nostro paese e lo faccio rilanciando quello che tutti gli organi di informazioni dibattono in queste ore: il super-censuarato e fustigatori di censori Michele Santoro lascia la RAI con una “Intesa con il dg Masi su una cifra complessiva che sfiorerebbe i 10 milioni [ fonte http://www.corriere.it/ ].
Ora la domanda è la stessa che mi posi settimane fa: la strumentalizzazione di una così grave violenza, come la censura è nei confronti dei veri liberi pensatori, non è essa stessa una forma di mancanza di rispetto per coloro che questa violenza veramente la subisce?
In Cina, Russia, Iran e Centro-America e altri paesi le vittime della repressione delle vere libere idee riceverebbero 10 milioni di euro per fare…informazione? Continuo a provare disagio per chi ha capitalizzato a proprio favore questa gravissima forma di violenza e ne provo di più per tutti quei “sodali” di allora che in silenzio oggi ( ma stavolta volontario ) non grideranno alla vergogna.
Vengo da un mondo dove “sparare ai bambini è reato”, ma anche nascondersi dietro di loro per sparare è criminale: si chiama perfidia. Lamentarsi per anni di presunti soprusi ( sulla pelle di chi veramente quotidianamente li subisce ) per averne un vantaggio non è essa stessa perfidia.
Are u free, really free?

domenica 16 maggio 2010

Italian HC Vault from Amerika

Ci fù un periodo in cui la musica italiana in America non era solo Volare o Lasciatemi cantare… c’erano decine e decine di gruppi punk Hard-Core che hanno lasciato una solida traccia ancora ora.
Raw Power, High Circle, CCM, Declino, Wtretched e altri regolarmente gruppi andavano in tour negli States negli anni ’80, senza che i nostri organi di informazione di allora ne riportassero le gesta. Ora, su l’ultimo numero di Maximum RocknRoll#325 viene riscoperta un’altra gemma seminale del punk italiano. Sono i Sorella Maldestra. Ecco cosa scrivono sulla pagina web, ma devono sempre essere “loro” a riscoprire i nostri tesori?

While visiting my hometown of Chicago, my girl Nicole slapped the Sorella Maldestra LP on and it occurred to me that I hadn’t pulled this out of the MRR collection yet. SORELLA MALDESTRA (translated Clumsy Sister) is part of the zeitgeist of Italian punk bands from the mid- to late-’70s era. Their demo tape, Cadavere, was put out by Harpo’s Bazaar, then Italian Records, Bologna in 1979. In 1997, Flowers of Grain released the tape onto vinyl, which, for us scumbag record collectors, can thankfully still be found. The vocals are raw, just the way I like it, and the music is punk and fuzzed out. The album has some weird audio effects, using synths and crowd cheers in the mix, adding a little new wave flavor. The result is some killer tracks, like their “hit” “Cadavere.” This band captures the creativity that existed in the proto-punk days, drawing influence from Zappa and Stooges rock that was prevalent at the time, while delivering a premonition of the awesome punk-as-fuck Italian sound that was to come. They have recently reformed and have twelve new songs out on a CD called Bad Weather that can be found at www.banksvillerecords.com I haven’t heard it yet, but what ever your opinion of old bands reforming, their first album is worth checking out.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...